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Búttati
Entrando in acqua e con il mare che arriva al mio costume e a suo collo.
Babbo, mi butto?
Unopuntozero, si, buttalo
Babbo, casomai búttati
Unopuntozero, no. búttati te!
Antenne
i cavalloni

onda su onda
Giornata sulla costa maremmana con forte vento di scirocco, una sciroccata. Sulla spiaggia della Feniglia significa vento di mare e cavalloni, onde alte e divertenti, per un adulto. Più difficile l’approccio se si è alti 95cm e non si sa ancora nuotare. ma tale era il divertimento che non potevo non cogliere l’occasione anche per unopuntozero. Gli ho proposto il bagno con i cavalloni e, con mio grande stupore, ha accettato.
Va detto che a inizio giugno non toccava neanche l’acqua, si allontanava dalla battigia quando arrivava l’onda. Ora dopo un mese di mare entra in acqua da solo e si bagna senza problemi, un pò di paura rimane sempre, ma il mare un pò grosso poteva fare ancora spavento.
Insomma entriamo in acqua e già a pochi metri dalla riva si capisce che non sarà un bagno come gli altri. Le onde sollevano schizzi e bagnano senza preavviso. Insomma c’è da divertirsi o da spaventarsi. Il piccolo è in braccio a me, si sente sicuro. Si bagna un pò anche se quando arriva l’onda gli faccio scudo e lo proteggo un pò. In effetti gli schizzi non gli piacciono, è un pò in tensione. Si bagna sempre di più mentre avanzo e l’acqua sale. Salgono anche gli spruzzi e lo bagnano quasi completamente. l’acqua mi arriva all’ombelico, lui ha i piedi in acqua. Ancora onde. Ancora spruzzi. Si asciuga la faccia e mi fa “Babbo, ma cosi forte le onde però no, mi entra tutta l’acqua in bocca”
A quel punto ho provato a spiegare che non dipendeva da me e che se la bocca la teneva chiusa di acqua non ne sarebbe entrata. Però non devo essere stato molto convincente visto che è voluto uscire.
A quel punto si che mi sono divertito, come un bimbo cresciuto.
Alla fine quello che si è divertito di più sono stato io.
Grazie Nonni
grazie nonni,
non volevo parlarne prima perché si trattava di un esperimento per noi tutti.
Di fatto da giugno, intorno al 10, i puntozero si sono trasferiti al mare. Ma non sono stati con i genitori, sono stati con i nonni. In pratica i nonni si sono offerti e noi non ci siamo certo rifiutati. Ne abbiamo parlato abbastanza per mettere in chiaro le cose e anche le aspettative di ognuno dei partecipanti. Ad esempio non potevamo aspettarci che tutti i giorni venissero portati in spiaggia, ci sono cosi tante cose da fare, vedere e brigare in paese che la spiaggia può attendere. Abbiamo discettato a lungo su dove fosse meglio far mangiare duepuntozero per poi concludere che non essendoci un luogo\modo ideale si sarebbe valutato via via.
Visto poi che il piccolo aveva ancora bisogno di attenzioni particolari, aveva ritmi propri e non camminava, abbiamo deciso di affiancare ai genitori una babysitter che durante la giornate li aiutasse sia con i bimbi che con le cose di casa. Con due nani a giro c’è effettivamente bisogno di una mano in più. Noi scendevamo i we e ci godevamo il mare.
Direi che la cosa è andata bene. Da ripetere.
Unopuntozero ha imparato la vita e i ritmi di paese e non pare gli siano dispiaciuti. Ha fatto nuove amicizie. Ha pedalato a volontà (a fine mese ha chiesto di togliere le ruotine ma ancora non è autonomo). Ha conosciuto i campi da tennis e visto pescare. In generale quindi i nani sono stati bene, hanno respirato aria pulita e buona, non hanno patito troppo caldo come s’è fatto noi a Firenze, sono cresciuti (unopuntozero in particolare è cresciiuto di un centimetro e mezzo) e tutti sono stati contenti. Noi ci siamo potuti concentrare un pò su noi stessi sia come coppia che come lavoratori, ecco in effetti molto del tempo che si è liberato è stato dedicato al lavoro, e su cos’altro sennò?
Ovviamente scrivo queste righe anche per ringraziare pubblicamente i nonni. Sono stati favolosi. si sono goduti i nipoti e sono stati capaci di gestirli al meglio. Hanno offerto al sangue del loro sangue una possibiltà non da poco, è stato faticoso, nonostante l’aituo, e questo è ancor piu apprezzabile da parte loro. Non credo che nulla da parte dei nonni sia dovuto. Non è dovuto in termini economici nè in termini pratici. Tutto quello che solleva i genitori dalle loro fatiche è molto apprezzato. Per quanto ci riguarda ci sentiamo liberi di chiedere aiuto e, indipendentemente dalla risposta ottenuta, di poter fare successivamente un’altra richiesta.
Ecco, mantenere un rapporto corretto tra genitori e nonni non è facile ma è sicuramente un aspetto su cui lavorare. Cosa poi voglia dire “corretto” non è tema di questo post. Magari un’altra volta ne parliamo.
ps. mentre scrivo queste righe è in corso l’esperimento di controllo con i miei suoceri. Vi terrò aggiornati.
Bambini e nuoto! (1)
L’acqua esercita sicuramente un fascino particolare su tutti noi, piccoli in particolare. Che sia una cascata, una fontana, una bottiglia da svuotare, un fiumiciattolo in cui tirare i sassi, una piscina gonfiabile o il blu notte del mare visto da un traghetto, l’attrazione – paura – voglia di giocare sono indiscusse.
I vantaggi del nuoto sullo stato di saluto sono altrettanto noti (articolo) , ma qual è l’età giusta per imparare a nuotare? Prendendo spunto da questo articolo pubblicato oggi su Kataweb salute , che indica ideale la fascia tra 3 e 5 anni, vorrei riportare la mia esperienza, quasi ventennale, di istruttore di nuoto (e padre di un quattrenne e un duenne).
per vedere da lontano gli ombrelloni-oni-oni
Da tanto la uso (tre anni) che quasi quasi dimenticavo di farci un post.

perfetta per la spiaggia e per i nani
Sto parlando della fidata tendina 2″ (2 secondi) della Quechua. Trattasi di una idea semplice ma con risvolti assai pratici per chi frequenta spiagge libere o viaggia con pupi al seguito.
In pratica è una tenda leggera, mio suocero ingegnere potrebbe definirla un quarto di sfera. Di fatto è come se i pali fossero tutti uniti e congiunti in un unico cerchio cucito dentro la tenda. Appena la apri, liberando da lacci e lacciuoli come fosse una Tremonti ter, ecco che la tenda si apre e sta in piedi da sola, se non c’è troppo vento non servono neanche i picchetti (4 già in dotazione). Read the rest of this entry »
La pazienza non è una virtù
Non una delle mie.
Per carità, ho un sacco di attenuanti generiche e del caso.
- Era molto caldo
- Ero stato svegliato alle sei senza poi riaddormentarmi bene visto che 2.0 oltre ad avermi svegliato puntava i propri piedi sul mio costato
- Avevo litigato con mia moglie per futili motivi e la discussione si era protratta a lungo anche durante il viaggio verso il mare
- Il carretto per il mare dava problemi di assetto che innervosivano la mia pedata.
Poi la goccia. Si, quella che fa traboccare il vaso. Vaso con capienza limitata e che avrebbe voluto in quei momenti essere su una spiaggia deserta. Nessuna cosa particolare, niente altro che deserta.
Insomma per farla breve per mezz’ora ho badato a entrambi i puntozero e tanto mi è bastato per sclerare. Uno piange e il secondo chiama. Il grande vuole lavarsi le mani ma non vuole avvicinarsi all’acqua. Il piccolo mangia troppa sabbia e si lamenta.
Insomma, niente di che, però è bastato a farmi giocare il jolly. Ho svegliato la mamma che riposava. Ha capito la situazione e ha sentenziato. “Hanno fame e sonno“. Cazzo. Non ci avevo pensato.
Dopo 10 minuti dormivano tutti e due. Hanno dormito due ore e passa ed è stato un pomeriggio fantastico.
contrordine, compagni
non dovevo essere davanti al pc in questo momento, avrei dovuto guidare verso il mare con i puntozero a russare sul sedile posteriore e la moglie accanto a tentare di tenermi sveglio. Invece no.
Quando si prepara qualcosa con i piccoli occorre sempre stare all’erta e pronti all’imprevisto e rapidi a invertire la rotta. Avremmo dovuto salpare le ancore dopo cena. Il piano era di portarli al mare stasera e ripartire domenica lasciandoli in cura ai nonni godendosi un pò di giorni nel silenzio di casa. (Grazie Nonni Grazie).
Invece poco prima di cena la temperatura di duepuntozero è salita vertiginosamente fino a sfiorare i 39°. Se toccava a noi spupazzarlo si partiva uguale, ma andare al mare e lasciarlo malaticcio dai nonni non ce la siamo sentita. Arcipuffolina, tutto rinviato e si sta a casa.
Magari con un pò di tachipirina in un paio di giorni ci si cava.
..e piove pure.
Debutto e orgoglio paterno (un anno fa)
Al limite della pineta lo staff “M’occupo dei tuoi marmocchi” del campeggio richiedeva iscrizioni per giocare a calcetto, iscrizioni aperte a giovani atleti tra i 6 e i 17 anni. Due euro il prezzo del divertimento, gelato compreso.
Matteo vuoi?
Sì voglio!
Bene alle 4 di questo pomeriggio assaggerai per la prima volta il campo da gioco.
Iscrizione alle 12, partita alle 16, restano 4 ore d’apprensione.
Facciamo tardi? A che ora gioco? Andiamo a giocare? Non facciamo tardi? Read the rest of this entry »
Scottature
Oggi è stata dichiarata ufficialmente “prima giornata di mare della famiglia” 2009.
Tempo sereno limpido e leggermente ventoso. La famiglia si presenta sulla spiaggia con cappellino tondo di ordinanza, nani al completo, sacchetto di nodi per contenere i giochi e sacchettino con pizza del Fornetto, una garanzia.
Menzione d’onore per l’attrezzatura da costruttore di 1.0. Sono elencati in disordine di apparizione: cinque secchielli di varie forme e fatture, tre rastrelli e tre palette di plastica che non si sa mai cosa uno possa doversi trovare a costruire, una pala con manico in legno, un camion per trasportare materiale vario, due setacci indispensabili con quello che si trova sulla spiaggia, quattro formine e due piattini da vassoio da aereo abilmente sottratti e riciclati, due braccioli probabilmente bucati.
Utilizzo di tutto ciò? 15%, ma si sapeva.
Premio della giuria alla pizza con alici e cipolle. Prelibatissima.
Dopo tre ore e mezzo arriva davvero la nuvoletta classica di Fantozzi che scatena il fuggifuggi generale.
Peccato perché il 2.0 dopo aver rifiutato la pappa del pranzo stava gustando con gioia la sabbia della Feniglia. Anche 1.0 ne mangiava in quantità, o è davvero buona o sono bischeri uguali.
Arrivati a casa la canonica constatazione, ci siamo scottati tutti la schiena. Nano 2.0 solo gli avambracci, meno male.
E ora non resta che attendere i prossimi we per prender un pò di colore.


