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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘malattie’ tag

Diagnosi

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Il pediatra ha detto che nano 2.0 ha la sesta malattia.

Le altre cinque devo essermele perse.

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Written by Babbo Leo

aprile 6th, 2009 at 11:10 pm

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Malattie "normali"

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Varicella:
“La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. Insieme a rosolia, morbillo, pertosse e parotite, la varicella è annoverata fra le malattie contagiose dell’infanzia, che nella maggioranza dei casi colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni.
L’uomo è l’unico serbatoio noto di questo virus: la malattia si trasmette quindi soltanto da uomo a uomo. ”
fonte: http://www.epicentro.iss.it
Per la varicella esiste il vaccino, si può fare oltre i due anni, ed è vivamente consigliato per le donne che non ancora non l’hanno avuta prima di affrontare una gravidanza.
Non ci sono conseguenze particolari, una setitmana di riposo, qualche bolla e un pò di prurito (antistaminico).

Quello che mi ha stupito della varicella è stato il tempismo perfetto con cui il pediatra ha diagnosticato l’insorgere delle prime bolle prima per il quattrenne, poi per il duenne. In tutti e due i casi ha azzeccato la previsione, con estrema precisione, anche se si trattava di 17 giorni (perchè non 15? O 18?).
Ovviamente appena pronunciata la prima sentenza (“Il giorno X gli vengono le bolle, a scuola ce l’hanno tutti”), confesso che non gli avevo dato molto peso. Ma arrivati al fatidico giorno, si è verificato l’evento. Sarà stato lui l’untore?

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Written by Jago

gennaio 28th, 2009 at 12:37 pm

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Malattie strane…

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“Bocca, mani, piedi” o “Mani, piedi, bocca” o “Piedi, bocca, mani” … insomma esiste unamalattia che si chiama così (Hand, foot mouth in inglese!). Pensavo ad una battutaccia del pediatra invece esiste davvero. Da cui la docuemntaizone seguente (fonte: www.farmacoecura.it

Trattasi di malattia esantematica frequente nei bambini che porta alla comparsa di esantema, ossia un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle; come dice il nome stesso della malattia, nella mani piedi bocca l’esantema si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. La malattia ha generalmente decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Non va confusa con la malattia piede bocca (o afta epizootica) tipica di ruminanti e suini.

Cause
La mani piedi bocca è causata da virus Coxsackie o, più raramente, da altri enterovirus. Risulta più frequente a cavallo fra estate ed autunno.

Sintomi
I primi segni della mani piedi bocca sono in genere una leggera febbre (in media 38.3°C), scarso appetito, sensazione di malessere e dolori addominali. La malattia esordisce quindi dopo 1-2 giorni con la manifestazione di macule rosse in bocca e sulla lingua di 4-8 mm che tendono spontaneamente a rompersi, causando dolorose ulcerazioni alle mucose che possono provocare difficoltà a mangiare; dopo 2 giorni compaiono quindi manifestazioni cutanee anche su mani e piedi per un periodo di alcuni giorni. Molto frequente è poi la comparsa di pustole anche sui glutei (sedere).
L’eruzione si concentra sopratutto sui palmi delle mani e piante dei piedi: anche in questo caso compaiono inizialmente delle macchie rosse di 2-10 mm che si trasformano in vescicole di un caratteristico colore grigio, sono ellittiche e presentano l’asse più lungo parallelo alle linee di tensione cutanea. Non provocano prurito. La guarigione avviene spontaneamente in una settimana o poco più, raramente si osserva febbre alta, malessere, diarrea.

Trasmissione
La malattia non risulta particolarmente contagiosa, anche se in particolari condizioni come gli asili può essere facilmente trasmessa a più soggetti ed essere causa di piccole epidemie fra i piccoli ospiti della struttura; in generale i bimbi attorno al di sotto dei 10 anni risultano i più colpiti. Il contagio avviene per contatto diretto con secrezioni nasali, saliva (quindi starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando) di pazienti nella prima settimana di malattia o per contatto orale di feci di pazienti anche dopo un mese dalla guarigione. Dal momento del contagio trascorrono di norma da 3 a 6 giorni prima della comparsa dei sintomi. La malattia non può essere trasmessa da/a animali.

Pericoli
Di norma l’unico pericolo reale è la disidratazione se, sopratutto nel caso di lattante, questi rifiuta cibo e liquidi; in questo caso contattare immediatamente il pediatra. Molto raramente si associa un quadro di meningite.

Decisamente più importante deve invece essere l’azione di prevenzione verso donne in gravidanza, a possibile rischio di gravi complicazioni, anche se la relazione causa-effetto non è del tutto chiara.

Cura
Non esiste cura specifica, è possibile somministrare, meglio se dietro consiglio del pediatra, paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, …) per la febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

Prevenzione
E’ difficile consigliare azioni specifiche per prevenire l’insorgenza della mani piedi bocca, generalmente si consiglia semplicemente di lavarsi accuratamente le mani ed osservare con scrupolo le comuni norme igieniche. Il paziente già colpito dalla malattia rimane comunque sensibile agli altri ceppi responsabili della stessa.
Evitare di rompere le bolle limita la diffusione del virus.

Riammissione a scuola
In genere il bambino può tornare a scuola in seguito alla scomparsa della febbre mentre, nei casi degli asili nido, talvolta vi sono norme un pochino più restrittive.

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Written by Jago

dicembre 11th, 2008 at 1:23 pm

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Staminali nel freezer

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(quanto segue ha pretesa di esperienza personale e non di valore scientifico)

allora mi sono deciso,
ho fatto congelare le cellule del cordone ombelicale del mio secondogenito. Non so se quando è nato il primo si poteva fare, di sicuro so che non ci avevo pensato. Come al solito le cose nascono dal caso, a pranzo al mare il mio babbo mi dice che una lontana cugina lo ha fatto per il suo primogenito e che ha fatto tutto via internet e che costa 3mila euro. Accidempolina, (in realtà più volgare) dico io. Non ci avevo più pensato, meglio rimediare. Credo che alla base, come nella teoria di Michael Moore in Bowling Columbine, stia il regime di terrore. Potrei mai sopportare che capiti una situazione in cui i miei figli abbiano bisogno di una fottutissima cellula staminale e io mi ero scordato di metterle in un supercongelatore?

Non sono uno scienziato e non mi occupo di medicina o biologia, non so scientificamente e esattamente cosa si può far oggi con una milionata (il numero non è a caso, mi hanno detto che più o meno ce ne sono un milione) di cellule staminali. Non so quante probabilità ci siano di averne bisogno. So però che di la sfiga ci vede benissimo e che i soldi che possono servire a stare un pò meglio o a provare a stare un pò meglio sono ben spesi. Allora penso che domani si potrà fare con una cellula staminale molto di più di quello che ci si può fare oggi. E allora sospendo il giudizio, tiro fuori subito duemiladuecento,00 euro e per i prossimi trent’anni mi garantisco la possibilità di decidere se voglio utilizzare qualche etto di cellule per uno dei miei figli.

Purtroppo la normativa vigente non aiuta a fare chiarezza, in uno dei mille decreti milleproroghe e riprorogato dal Governo Berlusconi si tratta della delicata materia. Ad oggi (a fine Luglio per la precisione) si manda un’autocertificazione via fax al CNT (Centro Nazionale Trapianti) (modulo informativo) loro dopo 2 giorni mandano il loro nullaosta al trasporto all’estero. Si, all’estero. Perché la legge non prevede la conservazione in Italia per fine autologo (cioè per sé stessi) ma solo eterologi (cioè a fini di ricerca). Morale della favola? A regola in Italia non si potrebbe, però conservandole all’estero si può. Tutto ciò vi stupisce? (questo il testo di legge – ordinanza Turco)

Una volta ottenuto l’ok del CNT ci vuole l’ok della direzione sanitaria dell’Ospedale dove avverrà il parto. Non è un problema, ne fanno a decine. Anzi pare che l’aumento del carico di lavoro nella procedura del parto (circa mezz’ora in più) stia comportando qualche movimento di chi deve effettivamente eseguire la raccolta.

A fine parto vi ritrovate con una scatola di cartone con dentro una scatola di polistirolo con dentro un barattolo di plastica con dentro una busta con dentro del sangue, il tutto circondato da ghiaccio, il ghiaccio che ci portiamo nel frigorifero portatile, che pare garantisca 72ore di basse temperature. A questo punto chiamate chi dovete chiamare, arriva un corriere e porta il tutto a destinazione. Finito. Non vi resta che sperare di dimenticarvene. Meglio sarebbe no?

Resta solo una domanda, per scongelarle vanno messe nel microonde?

p.s.
solo a onor di cronaca, il mio estero è molto vicino, le conservano a San Marino, questo il sito dei miei congelatori. Sono molto gentili e disponibili. Io li ho scelti perchè sono (di fatto) in Italia e perchè hanno entrambe le certificazioni utili in merito, quella richiesta in USA (Netcord-FACT) e quella richiesta in Europa (JACIE).

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Written by Babbo Leo

settembre 16th, 2008 at 4:21 pm

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