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Uomini che affrontano la paternità…

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giocare in-sicurezza

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2010-04-24 11.54.16

il ponte pericoloso

Hanno mille paure. Una ne fanno e cento ne pensano. Sono insicuri. Sono timorosi. Si spaventano per un nonnulla. Più crescono e più hanno paura. Sono i genitori. Più sono avanti con l’età più si spaventano dei pericoli. “Non andare nei pericoli” mi diceva la mia mamma.

Ogni tanto poi chiedono anche l’intervento dell’ordine costituito. Succede che uno dei giochi (una sorta di castello) a forza di essere usato e di essere esposto alle intemperie (ma la manutenzione preventiva con una scartavetratina e un pò di vernice o coppale no eh?) abbia perso di smalto. Oltre allo smalto ha perso un paio di assi del camminamento che unisce le due torri. Indubbiamente questo potrebbe rappresentare un pericolo. Difatti qualcuno si è spaventato che il suo piccino potesse inciamparvi e farsi male – non avendo imparato a cadere perché c’era sempre il premuroso genitore a sorreggerlo.

Qualcuno quindi ha chiamato i Vigili Urbani che prontamente (ho capito perché quando ci sono urgenze vere non vengono, sono a giocare al parco) sono accorsi e hanno recintato il gioco. Da qualche parte quindi doveva esserci il genitore-iper-apprensivo che li aveva chiamati ma non sono riuscito a scovarlo.

Il castello incriminato

il Castello recintato

Inizialmente i Vigili volevano arrestarlo recintarlo tutto con quel bel nastro bianco-rosso (quello giallo di CSI non era disponibile evidentemente). Volevano recintarlo tutto. Cioè chiuderlo. Era sabato pomeriggio e quello è uno dei giochi più gettonati del giardino. Mi sono opposto proponendo di chiudere solo il passaggio sopraelevato, in questo modo il rischio poteva esser scongiurato e le due torri sarebbero rimaste accessibili. Mumble-Mumble. Dopo lungo dibattito interno e aver chiesto lumi alla centrale (ecco un estratto della intercettazione: pronto centrale, qui volante uno – abbiamo un’interruzione di pubblico servizio – bene, c’è flagranza? – si – bene procedere con l’arresto – lo portiamo in centrale? – affermativo …) hanno acconsentito. Quel giorno è stato salvato. Solo quello purtroppo.

Dopo una settimana era recintato tutto il castello con il nastro bianco-rosso.

Dopo due settimane era recintato tutto il castello con le transenne.

2010-04-24 11.54.26

cosa è più pericoloso?

Ora però guardate questa foto.

Non trovate molto più pericoloso questo invito a scivolare dell’asse mancante? Io si. Guardate bene anche come si sale su questo castello, o su una sorta di arco di assi reggendosi a una corda o salendo su una scala di corda. Fate conto che unopuntozero di quasi 4 anni sale su entrambe ma sulla prima fa davvero fatica. Duenpuntozero (meno di due anni) non sale da nessuna parte. Non trovate che una bambina che è in grado di salire lassù non abbia grandi problemi a evitare un’asse che manca? Allora ci ho pensato un pò.

Sono diventato un disobbediente. Ho concesso ai puntozero di giocare, se volevano, dentro il recinto delle transenne. E se riuscivano a salire potevano farlo. Per questo sono stato rimproverato. Stavo dando il cattivo esempio. Non potevo insegnare a disobbedire. Peccato che stessi tentando di insegnare a pensare usando la propria testa. Risultato: unopuntozero felice come una pasqua, duepuntozero furioso e piangente perché non lo aiutavo a salire.

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Written by Babbo Leo

giugno 1st, 2010 at 6:56 am

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Videogiochi (per grandi e piccini)

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quake Cosa c’è di meglio di una serata soli uomini, dedicata ai videogiochi con pc, mac, playstation2 e bevuta libera? Niente! Se non fosse che dei tre uomini, due insieme hanno sei anni. Precisiamo: dopo una giornata con la nonna, causa febbre, mamma a cena fuori con le amiche, babbo che torna da lavoro con torcicollo fulminante, cosa inventarsi per trascorrere la serata? Esordio della playstation2! Antichi ricordi che affiorano alla mente del prode genitore, joypad che ormai sembra un ricordo d’infanzia per il sottoscritto, fascino e sorpresa per i due minuscoli! Primo gioco: auto, GT, troppo difficile! Secondo gioco: MotoGP, alla grande, almeno per il più grande (4)! Ma anche il più piccolo (2), spettatore felice, pareva divertito! Sarà stato l’entusiasmo o forse la necessità di richiamarmi, però ha detto “babbo” per la prima volta!

Arriva l’ora della bevuta: latte caldo con miele per loro (pro mal di gola), birra per me (pro torcicollo)! Arriva l’ora di andare a letto, lettura di storia e crollano esausti! Ma ormai lo spirito da gamer si è risvegliato e quale migliore occasione per riprendere in mano le armi del primo vero deathmatch: QUAKE online! GRATIS! … la notte è ancora lunga…

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Written by Jago

ottobre 10th, 2009 at 12:39 am

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il frisbi

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AH, i regali, che bella cosa. Difficile indovinare i regali giusti, sulle scatole c’è scritto 1, 1+, 3-6 anni ma poi si sa che sono solo indicazioni generiche e che ogni bimbo fa storia a se. Sappiamo anche che il nostro è più avanti degli altri e se non è avanti almeno è diverso.
I nonni non ci hanno pensato più di tanto (o forse si) e gli hanno portato un frisbee (frisbi). Detto fatto.

scena 1
Mentre siamo sulla spiaggia a un certo punto si palesa unopuntozero va dalla mamma e le fa, giochiamo a…quello che vola?
Mamma, Il frisbi?
unopuntozero, si quello

bene, allora parte la mamma e tira. unopuntozero è a 2\3 metri.
il frisbi parte bene e atterra ai piedi del nano.
Lo prende il piccolo e tira, la plastica viaggia sbilenca lontana dalla mamma.
Lo riprende la mamma e per fargli veder bene come si fa, da un bel colpo di polso e lancia. Il frisbi descrive la sua parabola roteante con velocità e, mentre il unopuntozero si prepara lentamente ad afferrarlo al volo, il frisbi rapido si infila tra le braccia tese e si ferma con forza sul labbro superiore del nano che ancora ha ancora le braccia aperte.
Sul volto prima arriva lo stupore, subito dopo il dolore. Scatta il pianto. Fine dei giochi.

scena 2
è passato qualche giorno e il babbo (coraggioso e incosciente) si avventura di nuovo sul frisbi.
Babbo, ehi, nano, giochiamo col frisbi?
unopuntozero, Si, babbo, ma non tirarmelo in faccia, va bene?
Babbo (piegato in due dalle risate) ok, topo, non in faccia, vieni che impariamo a usarlo bene.

prima lezione.
mandate avanti la mamma
seconda lezione.
ogni gioco ha i suoi tempi, ma chi la dura la vince.

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Written by Babbo Leo

agosto 26th, 2009 at 7:41 am

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Un aquilone nel vento chiama, tendi il filo, è ora, puoi!

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Bellissima esperienza, per il babbo.

Zeruko PW 0.9

Zeruko PW 0.9

Era da un pò che ci pensavo, a dirla tutta era da un pò anche che lo avevo comprato ma non avevo ritenuto fosse il momento, e in effetti poteva essere ancora un pò presto ma non stavo più nella pelle e ho forzato un pò la mano.
Per essere proprio sinceri un aquilone da trazione (si chiamano cosi) lo volevo comprare per me, poi ho pensato che poteva essere un regalo diverso per la moglie, alla fine mi è parso adattissimo a unopuntozero. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

luglio 12th, 2009 at 8:34 am

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Debutto e orgoglio paterno (un anno fa)

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Al limite della pineta lo staff  “M’occupo dei tuoi marmocchi” del campeggio richiedeva iscrizioni per giocare a calcetto, iscrizioni aperte a giovani atleti tra i 6 e i 17 anni. Due euro il prezzo del divertimento, gelato compreso.
Matteo vuoi?
Sì voglio!
Bene alle 4 di questo pomeriggio assaggerai per la prima volta il campo da gioco.
Iscrizione alle 12, partita alle 16, restano 4 ore d’apprensione.
Facciamo tardi? A che ora gioco? Andiamo a giocare? Non facciamo tardi? Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

giugno 4th, 2009 at 12:39 pm

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Giochi dimenticati

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champagne-corkUn pò per gioco, un pò per caso, navigando in rete ho trovato il sito dell’Accademia del gioco dimenticato. Il sito contiene una raccolta di giochi “vecchio stile”, sicuramente un pò dimenticati, e direi addirittura sconosciuti per le nuove generazioni. Sinceramente la cosa che mi ha colpito di più è stata la mia reazione emotiva: mi ha spiazzato ritrovare nella memoria  sensazioni e ricordi così vivi ma allo stesso tempo così nascosti e mai richimati negli ultimi  30 anni. Il sito è sicuramente affascinante e merita una visita. Buon divertimento!

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Written by Jago

giugno 2nd, 2009 at 2:24 pm

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uuu

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U U U

U U U

Nun su usattamentu quandu ù inmiziatu tuttu, perù oru ù cosù. Du circu un paiu di mesu duupuntuzeru parlu spessu cosù.

Tuttu lu parolu finisconu in U. Paru che sia iniziatu tuttu all’asilu con un giocu ma difficilu da diru. Di fattu io sono diventatu Babbu, mia moglie è divantata mammu, il fratellu è Lucu. Oru nun su se questi gicou duranu o non duranu o quantu duranu.Tuttu le parolu vengonu trasformatu, mi paru una bella palestru per per la mente e i giocu mi piaccionu tantissimu, io di solito rispondu a tonu e parlu ancu io cosù.

Per oru ù divertentu, io speriamu che me la cavu.

E che non duru.

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Written by Babbo Leo

maggio 16th, 2009 at 8:58 am

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e ora?

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La mamma è uscita. Panico. Siamo io e 1.0, il grande. Il piccolo, 2.0, sta dormendo e ne avrà per un’ora almeno. Fuori piove e non si può uscire, e poi come fo a lasciare il piccolo a casa da solo. Insomma, c’è da inventarsi qualcosa.

Mi guardo attorno, guardo meglio, temporeggio, penso, giro per le stanze, vedo il cestino nello studiolo, in sala avevo visto un sacchetto di palle, et voilà il gioco è fatto. Ci mettiamo in sala, in un angolo, all’angolo opposto mettiamo il cesto vuoto, appoggiato al divano e piano piano cominciamo a provare a fare canestro. Non siamo molto bravi ma quasi meglio così. Non avrei detto. Quasi trequarti d’ora sono passati così, poi gli piaceva pure svuotare il cesto una volta che avevamo finito le palle e si era riempito. Spettacolare. Mi sono divertito pure io. E lui diceva ogni tanto “babbo, ho sbagliato” oppure più spesso “babbo, sei un brodo, non si tira così”.

Questa volta è andata, la prossima non so. Speriamo mi venga un’altra bella pensata.

Che cos’è il genio?
È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione. (“Il Perozzi” , AMICI MIEI atto I)


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Written by Babbo Leo

aprile 25th, 2009 at 3:30 pm

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il treno dei desideri

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treno in legno

treno in legno, set base

Non avevo idea del coperchio che avrei sollevato regalando a nano 1.0, in occasione della nascita di nano 2. 0, un set di trenini in legno della Eichhorn. Il regalo aveva lo scopo di allentare la tensione che si sarebbe potuta creare dalla presenza del nuovo personaggio in famiglia. Diciamo subito che l’obiettivo è stato

centrato, ma siamo andati ben oltre. Il treno di legno è stato infatti eletto a gioco del momento. Momento che dura da 6 settimane consecutive. E sappiamo quanto la classifica dei giochi dei bambini sia soggetta a scossoni e improvvisi rovesci.

Detto questo, e visto che potrebbe capitare anche a voi, vediamo qualche dettaglio utile.

Il sistema è tutto sommato assai semplice. I binari sono in legno con incisi due solchi, dove corrono le ruote dei treni (locomotive e carrozze). Ogni binario ha a ciascuna estremità un buco e un pippolo, come se fossero due pezzi di un puzzle da incastrare. L’incastro è volutamente piuttosto flessibile per evitare crisi di nervi ai bambini pensavo io. Ma non solo. Ogni carrozza o locomotiva è dotata di magnete e con questo

scambi complessi

scambi complessi

semplice quanto misterioso (per i bambini perlomeno) sistema è collegata una all’altra fino a formare un convoglio vero e proprio.

Il mio set iniziale da Dreoni con una quarantina di pezzi è costato un pò più di 30 euro. Ma di fatto ogni altro costruttore che lavora con lo standard Vario-System (a volte si parla di standard BRIO) è adatto. Come potete immaginare, visto che c’è uno standard di compatibilità condiviso. ci sono varie marche e vari prezzi. Il consiglio è quello di testare il gradimento del bambino con un set piccolo, ce ne sono di minuscoli ma che possono servire per valutare l’idea.

vario system

vario system

Alcuni sono molto cari altri meno, ad esempio l’Ikea con la serie LILLABO. Le marche che usano il sistema VARIO sono tra le altre BRIO®, Thomas & Friends™ ,  Eichhorn® , Maxim®, IMAGINARIUM e IKEA.

Un  punto piuttosto interessante è la flessibilità che il sistema di aggancio consente.

“[Vario-System] track is intentionally designed with a little bit of ‘play’, meaning that you can wiggle the pieces around in the joints to make the track fit together at slight angles and even pull it slightly apart. This is necessary because the curved tracks create 45º angles, and basic geometry tells you that a 45º angle leads to distances that are multiples of the square root of two. It would therefore be extremely difficult to manufacture properly sized tracks that fit together perfectly in even a moderately complex layout. Through the use of this ‘wiggle room’, tracks can instead be pulled around enough to make a decent fit that would otherwise be impossible.”

( dal sito di John Mechalas sulla modellazione in 3D dei treni in legno)

Altra cosa positiva a mio avviso è il materiale scelto, che in un mondo sempre più plastificato offre ai piccini una consistenza diversa.

Il sistema poi può crescere e svilupparsi diventando una passione piu da adulti, forse. Sono disponibili, incastri, scambi, binari doppi, case, ponti, pilastri e via via dettagliando. Quindi una grande serie di accessori e possibilità che hanno come freno lo spazio in casa e il portafoglio dei genitori.

qui trovate (in inglese) una comparazione utile tra i vari produttori

qui (in inglese) un’altra guida piuttosto esaustiva

..adesso tutti in carrozza, si parte!

ma attenzione agli incidenti ferroviari..

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Written by Babbo Leo

settembre 29th, 2008 at 9:38 pm

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