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Uomini che affrontano la paternità…

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la pasta di sale

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Non avevo idea che potesse riscuotere tanto successo ma se così è stato tanto vale dirlo a tutti e alla fine si è rivelato un uovo di Colombo. Da un pò di giorni ci chiedevamo cosa avesse senso organizzare per la festa dei puntozero al giardino pubblico.

Era la loro festa di compleanno, quindi ci sarebbero stati dei bimbi (quanti? difficile dirlo fino alla fine) di tre anni, i compagni di unopuntozero, e poi un numero inquantificabile davvero di altri ragazzi, gli abituali frequentatori del giardino. Anche quelli, in numero sicuramente superiore erano da tenere in considerazione.

tutti con la pasta di sale

al tavolo con la pasta di sale

Esclusi giochi troppo complessi, il target primario erano i 3enni, abbiamo pensato a due cose sole. La prima era un breve spettacolo di Sputafuoco cui un grande amico si è prestato volentieri. Tutto il giardino si è fermato per ammirarlo nelle sue calde evoluzioni da artista di strada. Fenomenale l’aggancio dei ragazzi cui chiedeva di far scoppiare un palloncino soffiandoci sopra, cosa che lui poi ha effettivamente fatto esplodere soffiandoci fuoco. Da gestire poi il fatto che tutti volevano provare a sputare fuoco, ma questo è il prezzo del successo.

Per la seconda attività abbiamo scelto la pasta di sale, da distribuire a tutti e con cui tutti potevano giocare. E a cui tutti hanno giocato molto volentieri, basta dare due dritte su cosa si può fare e poi spazio alla fantasia. I più piccoli possono far serpentelli, pizze, pani. I più grandi possono aumentare il livello di difficoltà fino a comporre sculture vere e proprie

Questi gli ingredienti, da mescolare bene e moltiplicare (nelle dosi) fino a ottenere la quantità totale desiderata:

  • 100 gr. farina bianca
  • 50 gr sale fino
  • 10 ml olio di semi
  • 60 ml di acqua
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Written by Babbo Leo

settembre 27th, 2009 at 7:03 am

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Compleanno consapevole

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la sera del suo terzo compleanno unopuntozero si sentiva davvero grande.

Capitando in piena estate la festa con gli amici l’abbiamo rinviata e ne abbiamo fatta una di famiglia. Abbiamo addobbato la sala con festoni, abbiamo gonfiato un sacco di palloncini (vi consiglio vivamente l’aggeggio apposito per gonfiarli), abbiamo preaparato una torta che potesse mangiare anche duepuntozero, abbiamo preso le candeline. Insomma abbiamo festeggiato.

Io non sono mai stato tanto interessato alle feste, diciamo che ho sempre snobbato come artificiale quel clima di allegria e giovialità.

E sono quindi rimasto stupito della gioia che la festa intima e in piccolo preparata in velocità ha portato sul volto di mio figlio. Era agitato. Era energetico. Non stava nella pelle. Voleva festeggiare subito. Non poteva aspettare dopo cena. Era frenetico e carico. Credo sia stato il primo compleanno consapevole della sua vita. Quando la mamma ha spento la luce, è entrata con la torta e abbiamo iniziato a cantare mi sono commosso. Diciamo che il cuore ha perso un battito. Poi è ripartito più forte e più energetico di prima.

3 anni

3 anni

Morale della favola? Non posso misurare il mondo dei miei figli con il mio metro. Dovrò misurarmi su questa cosa ancora.

P.S.
Durante la cena si sentiva già grande, allora gli ho detto che i pomodori li avremmo conditi con il pepe (da grandi) senza dirlo alla mamma, gli ho raccomandato di tenere il segreto e di non dirlo alla mamma (che era lì accanto, aveva ovviamente sentito tutto e stava al gioco). Non ho fatto in tempo a finire di condire i pomodori che subito si è messo a sussurrare a sua madre, “mamma, mamma, sono grande … mangio i pomodori con il pepe”

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Written by Babbo Leo

settembre 17th, 2009 at 7:04 am

battesimo di 2.0

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Stranamente ero un pò agitato, sarà che avevo i suoceri a giro per casa, la cognata col fidanzato a cena ed ero pressochè certo che non saremmo arrivati in orario alla cerimonia. In effetti un facile profeta. Comunque ho dormito agitato e nervoso, mi sono svegliato senza sveglia ma non ero riposato.

il battesimo nella visione del Perugino

il battesimo nella visione del Perugino

Avrà contribuito anche il parroco che sabato mattina aveva convocato le tre coppie per quella che aveva poi definito una “piccola provetta” (aggettivo e vezzeggiativo assieme hanno distratto subito la mia mente lanciandola in una spirale di giochi di parole) e ci aveva riempito di domande che avevo regolarmente cannato. Quanti olii ci sono nella Chiesa? due, faccio io sborone. No, tre. Quante volte si può essere unti? Tre, riprovo io più sicuro avendo cambiato la risposta di prima. No, due. Azz, sbagliato un altra volta. Che cosa è il battesimo? Qui il silenzio è stato generale perché avevamo almeno capito che non voleva una risposta generica. A quel punto ha intuito i nostri imbarazzi e le diverse lezioni di catechismo forcate e ha proseguito con un altre due\tre domande da quinta elementare cui si è fortunatamente risposto da solo. Dopo una mezzora di provetta con le altre due fortunate coppie, siamo usciti, bocciati a catechismo ma ammessi all’esame finale ovvero al battesimo vero e proprio del giorno seguente, Domenica.

Insomma mi sveglio agitato, e da solo. La chiesa è vicina, non c’è bisogno di auto, dobbiamo esser là alle 10 per prendere posto sulle panche davanti (occupato occupato occupato)  ma insomma, possibile che alle 8.30 con due nani da lavare e vestire fossi io l’unico adulto in piedi? Trattasi di domanda retorica la risposta è facile facile.

Vabbè, inizio a svegliare tutti, preparo biberon, colazione, tavola, zucchero, caffè, insomma le cose della mattina. Ma mi par d’esser l’unico a preoccuparsi degli orari. Ve la faccio breve, io sono uscito da solo a tempo con il carrozzino e il battesimando per prendere le panche. I suoceri sono arrivati dopo un quarto d’ora ma a tempo. Ultima (ma aveva dovuto fonare nano 1.0 invece di sé stessa perdendo cosi 10 minuti buoni), come se fosse il suo matrimonio, la mamma di 1.0, è entrata modello Palio di Siena, di rincorsa, direttamente nella cerimonia pre-messa quando io e le madrine (che il Signore le assista) eravamo già all’altare.

2.0 durante la messa è stato bravo, 1.0 era invece fuori fase proprio, infatti nel pomeriggio si è ritrovato con 38e8 di febbre. Finita la cerimonia pioveva, ma a quel punto non erano rimasti che pochi metri fino al posto del rinfresco e sono stato solo attento a non bagnarmi troppo i piedi. Filato tutto liscio e il posto ha davvero meritato. Rapporto finale 36 adulti e 16 bambini. Qualcuno uscendo mi fa, vado a casa, sono stravolto, non sono  abituato a tutti questi bimbi in giro, uno, due vanno bene ma questi sono troppi, mi hanno frastornato, vo a casa e dormo. E tanti saluti.

Insomma, fede religiosa a parte. Il bello è stato lo stare insieme e far stare assieme i bimbi con i bimbi, e i genitori con i genitori.

Siamo stati bene, grazie a tutti. Di cuore.

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Written by Babbo Leo

aprile 27th, 2009 at 4:27 pm

Posted in famiglia,feste

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