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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘bambini’ tag

le regole fanno crescere?

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Sempre da segnalare dei libri che paiono darci la ricetta della felicità.

Non l’ho letto, potrebbe essere anche interessante ma non ve lo so dire. Però se il livello di disperazione vostro o di qualche conoscente è alto magari potrebbe rafforzare certe convinzioni o dare qualche consiglio utile. Hai visto mai…

L’amore non è cieco solo per gli innamorati: del resto, come si può dare limiti al sentimento?

Ma quando si tratta di papà e mamma, le conseguenze sono sotto i nostri occhi, basta guardarsi intorno, nei luoghi pubblici come a scuola: bambini difficilmente gestibili, svogliati, accontentati in ogni desiderio eppure mai soddisfatti, incapaci di sopportare un’osservazione o un rifiuto. Sono quegli stessi ragazzini che, spesso, finiscono per mettersi nei guai.

Le regole che fanno crescere

I libri che sembrano utili

Siamo diventati una società fintamente bambinocentrica, in cui i voleri del bambino hanno conquistato priorità su tutto: sull’armonia famigliare e della coppia, sulle considerazioni finanziarie, sull’educazione, sul rispetto per gli altri. In una parola, sul buon senso.

Per anni i media e perfino alcuni esperti hanno ammonito i genitori: i bambini devono prendere parte alle decisioni, devono essere stimolati continuamente, sentirsi appagati, e fare le loro scelte. Il dire no è diventato sinonimo di meschinità o autoritarismo. E i bambini cosa ne hanno ricavato? Che la famiglia prima e il mondo dopo dovrebbero ruotare intorno a loro, che ogni desiderio è legge.

Ovviamente, l’industria e i pubblicitari se ne sono accorti per primi.

La soluzione esiste, e Maggie Mamen la illustra passo dopo passo. Non è certo quella di amarli di meno, ma meglio. Significa riacquistare il valore di educatori, trasmettere loro il senso di responsabilità verso gli altri e verso se stessi. Insegnare a gestire l’impazienza, e anche la noia, che è l’ingrediente dal quale sboccia la vera creatività».

Altre info qui, e qui potete comprarlo

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Written by Babbo Leo

dicembre 6th, 2009 at 6:33 am

Posted in libri

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codice giallo, allarme rosso

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Si sa che la prima regola è mai non farsi prendere dal panico e noi infatti non ci siamo fatti prendere dal panico, ci siamo solo spaventati, un pochino. E non è stato tanto il tanto sangue quanto l’assenza di ferite visibili che ci ha fatto portare il biondo (aka duepuntozero) al Meyer di giovedi sera.

Il poveretto barcolla, non molla e talvolta caracolla. Diciamo che ha un’andatura briaca. Stavolta, secondo me, anche a causa di un palloncino che lo ha tratto in inganno, non ha messo proprio bene le mani avanti e ha incontrato violentemente il pavimento in cotto. Tranquilli, il pavimento non si è scheggiato. Nemmeno il ciuccio si è rovinato. Tuttavia a causa della fiumana di sangue che ha cominciato a sgorgare si è un pò macchiata la maglia. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

novembre 30th, 2009 at 7:29 am

Posted in medicina,segnalazioni

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musica in gravidanza. E dopo?

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Lo avevamo già provato con unopuntozero. Abbiamo bissato con duepuntozero. Stavolta avevo un pò piu di tecnologia dalla mia. Se prima avevo masterizzato un cd, la seconda volta avevo fatto una playlist su ipod e iphone, cosicchè la mamma potesse ascoltarla in auto o in qualsiasi posto volesse. Con la massima comodità.

la playlist funziona

la playlist funziona

Per la scelta dei brani avevamo curiosato qua e là sul web ma alla fina la scelta era stata piuttosto facile, Mozart con la sinfonia KV 525 e KV 447. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

settembre 25th, 2009 at 10:23 pm

Posted in apprendimento

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abbassa i bimbi chè disturbi il volume

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A me da una noia tremenda parlare con sottofondo di TV. Soprattutto durante i pasti, ammazza il dialogo.(Olympia)

Otlretutto i cartoni animati mi rintronano e non rimpiango nessun TG che mi informa con notizie vecchie, perlopiù false e sicuramente tendenziose.

Il dramma è quando la spengi, soprattutto il grande si lamenta ma visto che lo fa per andare a tavola e far fuori un paio di piatti di pasta si calma in fretta e dopo pochi istanti tutto torna normale.

Ora ci sono anche le basi scientifiche, qui. Non dico di spengerla, ma tenerla spenta può far bene.

La televisione di sottofondo incide sul rapporto fra genitori e bambini

Secondo uno studio i grandi diventano meno pronti a rispondere alle richieste dei più piccoli

Occhio al ronzio della tv perennemente accesa. Più di un terzo dei bimbi americani fin da piccoli vive in case dove la televisione è accesa sempre o quasi, anche se non c’è nessuno a guardarla. Un’abitudine diffusa anche in Italia. Ebbene, secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Massachussets (Usa), questa consuetudine ha un effetto negativo sull’interazione tra i genitori e i bambini più piccoli.

LO STUDIO - Lo studio, pubblicato sulla rivista«Child Development», ha preso in esame circa 50 bimbi da 1 a 3 anni, ognuno dei quali era insieme a un genitore, nel centro studi pediatrici dell’ateneo. Gli scienziati hanno osservato l’interazione dei piccoli con la mamma o il papà per due volte: prima nel corso di mezz’ora nella stanza dei giochi senza la tv, poi mentre il piccolo schermo trasmetteva un programma per adulti. Per tutto il tempo gli studiosi hanno osservato quanto spesso gli adulti e i bimbi comunicavano fra loro, in che modo interagivano nei giochi e se gli uni erano attenti alle richieste degli altri (e viceversa). Ebbene, quando la tv era accesa, sia la qualità che la quantità delle interazioni tra adulti e bambini calavano bruscamente. Con i genitori meno attivi, attenti e pronti a rispondere ai loro piccoli, rispetto a quando la televisione era spenta.

INFLUENZA NEGATIVA - «Benché precedenti studi abbiano dimostrato che la tv di sottofondo disturbi i giochi solitari dei più piccini – commentano gli studiosi – questa ricerca per la prima volta ha dimostrato il suo impatto su quantità e qualità delle interazioni genitori-figli». Proprio questi momenti sono così preziosi per lo sviluppo dei piccoli, ecco perché i medici sottolineano che il loro lavoro sfata l’idea comune che il piccolo schermo non influenzi in alcun modo i bimbi più piccoli, se questi non guardano le trasmissioni. «Dobbiamo fare maggiore attenzione a un’esposizione precoce e cronica alla tv», concludono gli specialisti.

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Written by Babbo Leo

settembre 22nd, 2009 at 7:31 am

scusa

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Ultimamente unopuntozero sta formando il suo carattere. Sarebbe la dicitura politicamente corretta per “sta alzando un pò la cresta”.

Al di là di risposte fuori luogo, anche chiedere scusa sta diventando un problema. Indipendentemente dalle persone coinvolte, duepuntozero, il nonno, la mamma o chicchessia.

Ieri messo nell’angolo, dovendo chiedere scusa, mi fa “vabbene, babbo, ora lo faccio. Però in silenzio
E io “…”
Lui “…”
Io ” e come sarebbe?”

Mi si avvicina all’orecchio con fare furtivo, si mette una mano davanti alla bocca e sussurra pianissimo e in maniera inudibile qualcosa di incomprensibile. Poi torna in posizione normale e con voce chiara e decisa mi fa “Hai capito?”

Chiaramente non avevo capito nulla.

Cercherò di attrezzarmi con un cornetto acustico per le prossime volte.

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Written by Babbo Leo

agosto 29th, 2009 at 8:03 am

sei brutto

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P1130597Il seguente schema di battute era vero fino a poco tempo fa:

bambino si rivolge a 1.0 : “brutto
1.0 “mi ha detto brutto“….e scoppia a piangere

Allora, da bravi genitori, abbiamo notato la cosa e dopo averne parlato abbiamo deciso che dovevamo fare qualcosa. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

giugno 21st, 2009 at 6:20 pm

che ore sono?

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accidenti a quando sono andato a letto senza orologio. Come al solito lei, la mamma, che fa da ufficiale di collegamento tra i puntozero e il mondo onirico del babbo, mi sveglia e mi fa, “è caduto il ciuccio a uno puntozero (il letto qua al mare è alto e non ce la fa di notte a riprenderlo e si lamenta) e poi fai il latte per duepuntozero.

orologioCome un automa, al solito, vado. Nel frattempo unopuntozero si è riaddormentato e russa. Mi trascino in cucina e comincio. Senza orologio e senza abitudine a capire dal chiarore esterno l’ora esatta eseguo gli ordini del mio ufficiale in comando. Già che ci sono faccio anche il caffè per me. L’acqua per il latte la scaldo eccessivamente, senza microonde non è facile regolarsi esattamente. Allora cerco di raffreddare il biberon sotto l’acqua corrente. Adesso è perfetto. Mi bevo un pò di caffè, non tutto che la moka è da 3. Torno di là e tutti dormono beatamente. Arcipuffollina. E ora? vabbè mi rimetto a letto. Dopo 10 minuti sono ancora sveglissimo. Mi alzo e scrivo questo post. La prossima volta guarderò prima l’orologio e poi farò esattamente le stesse cose.

Buona giornata a tutti.

ps
mentre scrivevo è arrivato l’ufficiale con aria stravolta e mi dice, ma non ti avevo detto di fare il latte? e poi che fai, lavori a quest’ora?

ecco, Becco e Bastonato.

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Written by Babbo Leo

maggio 21st, 2009 at 7:28 am

Posted in nanna

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Adulti, grandi neonati, apprendono come possono

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Mi sembrava proprio il caso di invertire il titolo de LaRepubblica, sarebbe ben strano e nuovo che crescendo si apprendesse sempre di più. Lo sanno anche i sassi sgonfi e i gattini ciechi che i bambini imparano come spugne e che più si avanza con l’età più è difficoltoso l’apprendimento.

il titolo de La Repubblica

il titolo de La Repubblica

A CINQUE mesi sono già dei piccoli geni. In grado di osservare il mondo intorno a loro e a cogliere differenze sottili, proprio come i loro fratelli maggiori o i genitori. Molto più intelligenti di quanto non si possa pensare. E questa volta non lo dicono le mamme, ma la scienza. A inorgoglire le famiglie con prole neonata, arriva uno studio della Northwestern University pubblicato sulla rivista Psychological science, che fa luce sul modo in cui apprendiamo, che è lo stesso fin dalla nascita. I neonati infatti, sono degli esploratori in erba instancabili e per acquisire le loro conoscenze non dipendono in modo primario dagli altri, ma hanno una sorta di capacità innata.Già a cinque mesi, spiegano gli studiosi, sono in grado di differenziare, ad esempio, l’acqua contenuta in un bicchiere da un materiale solido blu molto somigliante all’acqua, sempre contenuto in un bicchiere. Distinguono solidi dai liquidi già da molto presto, basandosi sui movimenti, su come le sostanze si spostano, si riversano o cadono fuori da un bicchiere.

Durante l’esperimento, solo quando si sono trovati di fronte ad una circostanza inaspettata, infatti, i neonati sottoposti al test hanno mantenuto più a lungo lo sguardo sull’oggetto mostrato: quando, cioè, al posto dell’acqua che avevano guardato fino a poco prima, veniva sostituita la sostanza solida. O viceversa. Proprio come gli adulti, che guardano più a lungo qualcosa di nuovo o inaspettato, i piccoli si sono focalizzati per cercare di dare una spiegazione. “Può sembrare strano, ma la quantità di tempo che un neonato dedica ad osservare qualcosa è un’indicazione precisa di quello che sa“, chiarisce la ricercatrice Susan Hespos. “Percepiscono un cambiamento e vogliono sapere cosa succede“.

Il nostro studio, continua Hespos, “dimostra che i bambini raccolgono costantemente dati su ciò che hanno intorno”. E ciò suggerisce che “fin dall’inizio i bambini sono allievi attivi e che percepiamo il mondo nello stesso modo, dall’infanzia per tutta la vita, rifinendo via via il processo durante il percorso”, conclude.

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Written by Babbo Leo

maggio 8th, 2009 at 4:42 pm

Posted in apprendimento

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