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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘asilo’ tag

Elementari, Watson

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Da un pò di tempo unopuntozero si lamentava quando la mattina doveva andare a scuola. Era nervosetto, si impuntava. Qualche volta piangendo pure.

w la squola

w la squola

Poi gli passava, arrivava a scuola contento e beato. Nessun problema. O meglio, evidentemente smetteva di essere un problema quello che prima sembrava un problema. Ma che cos’era? Mistero.

Ci si è dovuta mettere la nonna ad indagare. Insomma ha cominciato prendendola larga e stringendo sempre di più intorno al nocciolo della questione. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

marzo 31st, 2011 at 7:59 pm

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maternamente

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primo giorno

Sono stato prescelto da mia moglie come suo sostituto alla riunione delle maestre della scuola materna di unopuntozero. Sono state molto gentili e brave, in un paio d’ore scarse hanno esaurito dubbi e raccontato la scuola e che come funzioneranno le cose.

Ma perché mi sentivo angosciato allora? Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

settembre 20th, 2009 at 6:58 am

Posted in scuola

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il modello isee

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Sono iniziate le scuole, gli asili, i nidi, gli inserimenti, la pioggia, i ritardi a scuola, il traffico cittadino, le code, il traffico bloccato, la colazione non pronta, i raffreddori, le febbri, le isterie le sveglie drammatiche, le corse all’ultimo momento etc etc.

ISEE

Ho scoperto, in quell’oretta di attesa all’asilo all’inserimento di duepuntozero, che molti non sanno se posson fare l’ISEE. Ovvero non sanno se, magari dopo essere andati in un CAF il risultato vale la pena. Molti si chiedevano come fare a sapere se lo devono fare e altre amene e imbarazzanti domande. Beh, stavolta BabbiBabbi vi viene in aiuto.

Sulle pagine dell’INPS si può fare una simulazione. Tale simulazione non ha ovviamente valore di prova ma vi può aiutare a capire se dovete portare i vostri documenti.

Detta da INPS suona così “I valori ISEE risultanti da questa simulazione hanno un valore puramente indicativo e non costituiscono certificazione. Solo la presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica presso uno degli enti erogatori di prestazioni agevolate, l’INPS, CAF consente di ottenere i valori ISE e ISEE validi ai fini del riconoscimento del diritto a prestazioni agevolate.”

Ecco il link https://servizi.inps.it/servizi/isee/Simulazione/SimulazioneCalcolo.asp

Per chi non lo sapesse l’ISEE fornisce in risposta un valore che, tenendo conto di vari fattori (ma non tutti) oltre al reddito diretto, serve a dimostrare di avere il diritto ad ottenere tariffe agevolate per i servizi pubblici. Ad esempio gli asili nido di Firenze possono cosi arrivare ad avere costi sensibilmente diversi. Sotto la tabella dei costi per il comune di Firenze


Asilo nido Tariffa minima Tariffa massima
Orario di uscita 13.30 o 14.30* € 59,00 € 272,00
Orario di uscita 15.30 € 59,00 € 298,00
Orario di uscita 16.30 € 63,00 € 353,00
Orario di uscita 17.30 € 66,00 € 380,00

io speriamo che ve la cavate

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Written by Babbo Leo

settembre 18th, 2009 at 3:45 pm

Posted in segnalazioni

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Inserimento al Nido

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Lo sapevo ma magari avevo dentro di me qualche speranza che stavotla avrebbe potuto essere diverso. I primi timori sono iniziati quando abbiamo appreso (con una mail!) dal Comune di Firenze che duepuntozero era stato preso all’asilo nido. Sapevamo che dopo la prima gioia ci saremmo trovati di fronte al periodo dell’inserimento.

Con unopuntozero non credevamo ai nostri occchi, il piccolo andava bene ma ci sarebbe voluto comunque un mese per rispettare il programma, uguale per tutti, di inserimento. Magari nel 2009 c’erano novità.
Quest’anno abbiamo fatto 5  giorni prima il colloqui con i maestri dell’asilo. Prima ci hanno fatto un pò di domande su duepuntozero, che tipo è, che carattere ha, come mangia, come dorme, come beve e così via. Poi ci hanno fatto vedere il piano di inserimento, un simpatico foglio stampato e chiaro.

Si inizia il 9 settembre con un’ora e un quarto assieme al genitore e così tutta la settimana. La prossima passo in avanti e il genitore si può allontanare, sempre per un’ora. Chissà dove potrò andare. Poi via via lemme lemme e aggiungendo un ora alla volta si arriva al 12 ottobre giorno in cui il nano sarà a tempo pieno un bambino dell’asilo. Quindi per oltre un mese occorre comunque prevedere le solite alternative tipo babysitter e nonni.

Dopo quindi 33 giorni l’ inserimento sarà completo (e irreversibile?). Ho provato a chiedere se, nel caso in cui il piccolo fosse già a suo agio, tale periodo può esser  ridotto. Ovviamente ho ricevuto in risposta un NO piuttosto scandalizzato.

Io non sono un pediatra e nemmeno uno scienziato dell’educazione e quindi non ho le basi per discutere questo piano. Però mi chiedo, come mai agli asili privati tale tempo è dimezzato? Non credo sia una distinzione tra pubblico e privato, ad esempio so che agli asili di Torino il piano è di 15giorni.

Al vostro asilo quanto ci mettono? Sono più bravi?

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Written by Babbo Leo

settembre 10th, 2009 at 7:12 am

Posted in asilo

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Pace fratello

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Il giardinetto è per definizione il luogo della formazione del carattere. Bulli e pupe crescono.

Ierisera torno a casa e chiedo a unopuntozero che ha combinato oggi.
Non ci pensa quasi e fa, ho litigato con (l)a Bianca.
(Lo dice con un filo di voce. Sembra si stia confessando)
E perché? dico io
Perché voleva stare sulla bici mia e io non volevo.
(ragionamento lineare, oggetto del desiderio, ostacolo, lotta)
Avete litigato tanto? Si.
Avete fatto pace dopo? No.

Mmmm. Che si fa in questi casi?

Io ho suggerito di fare pace oggi. Speriamo. Give peace a chance.

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Written by Babbo Leo

maggio 12th, 2009 at 9:21 am

Posted in asilo,Pargoli

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ASILO (POLITICO?)

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chiedo asilo (nido)

chiedo asilo (nido)

Ma vostro figlio va al nido comunale?

Secondo il sole24ore che rilancia una inchiesta di CittadinanzaAttiva:

In Italia gli asili nido sono cari e difficilmente accessibili: più di tremila strutture e 130.244 posti disponibili in 1.388 comuni (il 17% dei municipi italiani) non coprono le esigenze delle famiglie con un bambino da zero a tre anni. Nonostante il numero dei nidi comunali sia cresciuto, un quarto dei genitori che richiede l’iscrizione rimane in lista d’attesa(…)

Un nucleo familiare con un reddito lordo annuo pari a circa 44.200 euro spende 3mila euro per la retta scolastica del proprio bambino. Un costo che ammonta a circa il 10% della spesa media mensile totale e ha un’incidenza del 6,5% sul reddito lordo disponibile (e di circa l’8,5% su quello netto) se si considerano 10 mesi di frequenza a tempo pieno.

I dati sono contenuti nel dossier sugli asili comunali in Italia dell’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva: una ricerca condotta in tutti i capoluoghi di provincia che evidenzia le gravi carenze del nostro Paese nell’ambito delle politiche familiari per cui si investe solo l’1% della ricchezza nazionale, nettamente al di sotto della media dell’Unione Europea pari al 2,1 per cento. Cifre che se accompagnate a quelle dell’alto tasso di disoccupazione femminile, lasciano comprendere la difficile possibilità di accesso agli asili comunali: solo per il 6% dei bambini. Altrove come in Francia, Irlanda e Danimarca le percentuali salgono 38% e al 64%. Una situazione peggiore è riscontrabile solo in Spagna (5%) e in Grecia (3 per cento).
(Dal SOLE24ORE)

Indagine completa  di CIttadinanza Attiva su asili nido (luglio 2008)

Il livello di servizio offerto dai Comuni è sicuramente alto in termini di qualità, purtroppo altrettanto non può dirsi della ricettività.
Anche se la toscana (in media) è al terzo posto per la percentuale di bambini che riesce ad accogliere siamo ancora lontani dalla soddisfazione.

La tabella su Firenze è eloquente, solo il 14% dei potenziali fruitori di asili nido ha speranza di essere effettivamente iscritto a un asilo del Comune di Firenze, mentre l’obiettivo europeo è del 33% (pag 42 del rapporto)

Certo non è che oggi si possa con la bacchetta magica risolvere il problema degli asili però magari nel corso del tempo e volendolo fare la situazione la possiamo migliorare.

Potremmo costruirne di nuovi?
Potremmo incentivarne di privati?
Si potrebbe anche risolvere il problema applicando un Modello Erode (ma non so se il proponente sarebbe rieletto)

Firenze (pagina 48 del rapporto) è 69° (sessantanovesima) su 98 nella classifica della percentuale delle domande di iscrizione agli asili nido soddisfatte (anno 2006/7) dei capoluoghi di provincia italiani.
Il punto è che per ogni bambino a casa con lui sta anche una mamma che deve rinunciare alla propria professione, alla propria carriera e anche agli introiti economici che un lavoro porta.
La fatica per chi resta fuori dalla classifica comunale non è solo economica, rinunciare ad uno stipendio.
C’è il costo maggiore che si deve sostenere se si vuole tentare di passare ad un asilo privato, costa circa il 30% in più.

C’è altrimenti una fatica che vien di solito caricata sul resto della famiglia in termini di rinuncia a un eventuale secondo o terzo figlio. C’è il carico per eventuali nonni che si rendano disponibili a badare ai piccoli, comunque magari non possono farlo a tempo pieno. e poi vogliamo che i Bamboccioni continuino a farsi aiutare dai genitori?


Insomma stare fuori dalla classifica ha un costo sociale assai elevato, molto più caro del costo della babysitter.

Che dite, ce la facciamo a far cambiare le cose?

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Written by Babbo Leo

settembre 22nd, 2008 at 5:29 pm

..feste su feste, e giù alberi!

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…se non vi è già toccato organizzarne allora è solo questione di tempo e toccherà anche a voi la Festa di Compleanno del figliolo. Chiaramente la richiesta parte dalla moglie, almeno fino ai 3 anni. Ovvero fino a quando forse sarà la figlia a chiedervelo direttamente. Probabilmente di richieste più impegnative c’è solo il sabato pomeriggio all’IKEA. E tutti sappiamo cosa vuol dire…

Tanto per cominciare ci vogliono gli inviti, vanno dati a tutti amichetti e amichette dell’asilo o della materna. Se state programmando per tempo potete cavarvela, il dramma sarà se la missione vi è stata assegnata con il solito congruo anticipo (ovvero operativi in 2 ore come piloti di caccia dell’aviazione) oppure, peggio mi sento, se ve lo avevano detto ma voi stavate facendo altro o come al solito non mi ascolti quando ti parlo e pensi solo alle cose tue.

Insomma, provate a fare un invito collettivo, magari via email o SMS, tanto per non sprecare carta (e quindi alberi). Se volete qualcosa di cartaceo fate un cartellone da lasciare a scuola\asilo, cosi risolvete due problemi in un colpo solo , 1) invitate tutti e non fate preferenze o peggio dimenticate di invitare proprio quel bimbo che nessuno invita 2) risparmiate carta e tempo. (“two birds, one stone”)

Una volta individuata la data occorre trovare il posto, sale parrocchiali o dell’ARCI sono ideali ma state attenti, c’è sempre il pericolo in agguato e può valer la pena fare un’assicurazione lampo per evitare beghe.

Non voglio parlare ora delle attività ludico-motorie che possono essere svolte durante le festa, ci torneremo sopra prossimamente, ma della possibilità di evitare uno spargimento di alberi a terra, ovvero utilizzare stoviglie e piatti ecologici o almeno eco-compatibili.

mis-en-plas

Il meglio forse sarebbe usare bicchieri di vetro e piatti di porcellana e poi lavare il tutto, in alternativa bicchieri e piatti di plastica rigida, anche questi da rilavare.

Se proprio non potete fare a meno dell’usa-e-getta potete comprare stoviglie in Mater-Bi. Praticamente questi piatti, bicchieri, posate, vaschette e ciotoline, vanno buttate nell’umido assieme agli scarti alimentari e agli avanzi e si decompongono completamente nel giro di 45 giorni.

Come tutte le cose bio costano un pò di piu, ma volete mettere la coscienza come gode. Potete ordinarli qui ma non è certo l’unico che li vende.

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Written by Babbo Leo

settembre 22nd, 2008 at 2:15 pm

Posted in Pargoli

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