Archive for the ‘famiglia’ Category
Bambini & Bugie
Le bugie dei bambini sono segno di intelligenza. In pratica una bugia indica un importante sviluppo cognitivo perchè per sostenerla (e in qualche caso giustificarla) serve un ragionamento, più o meno complesso. La notizia (fonte: yahoo.it) viene ripresa da un articolo della BBC che cita i principali risultati di uno studio condotto su 1200 bambini tra 2 e 17 anni (Kang Lee – Toronto University).
L’esperimento è stato condotto lasciando i bambini soli in una stanza e chiedendo loro di non voltarsi a guardare un giocattolo posto alle loro spalle, mentre una telecamera nascosta riprendeva il tutto. Subito dopo è stato chiesto ai piccoli partecipanti di dire se si erano voltati o meno e la loro versione è stata confrontata con il video registrato. Risultato: già da due anni qualcuno inizia a mentire e la percentuale di “pinocchi” aumenta al crescere dell’età fino ai 12 anni.
Può essere una consolazione? Direi di si. E fino ad oggi (3 e 5 anni) confesso che alcune scuse sono state veramente divertenti…
Bagni sporchi? “Li puliscono i bambini…”
Ancora una volta il mondo della scuola è protagonista. Secondo questa notizia (ns fonte repubblica.it) il preside di una scuola elementare, non potendo rintracciare i colpevoli che hanno imbrattato i bagni in maniera inaccettabile, ha deciso di punire tutti i bambini dell’istituto. Come? Obbligandoli a pulire i bagni. Tutti i bambini. Ovviamente le proteste dei genitori non si sono fatte attendere. In particolare un genitore ha scritto al Preside, al Provveditorato e al Sindaco e minaccia di fare ricorso al tribunale.
Immagino che tra i genitori che hanno ricevuto la comunicazione ci possano essere state reazioni diverse. Ancora non sono riuscito a “mettere a fuoco” la mia reazione: per prima cosa escludo che si tratti di una sporcizia tanto anomala da non poter essere affrontata da chi di dovere… e in tal senso se non potesse affrontarla chi è preparato (e pagato per farlo) come potrebbero farlo un gruppo di bambini di 6-10 anni? In questo senso, la mia immaginazione va al Preside, e contino ad immaginare, che con questo gesto avrà voluto richiamare l’attenzione delle famiglie ad educare i propri figli a tenere un comportamento corretto e civile a scuola, così come a casa. E in questo senso mi viene da pensare che il gesto sia più che altro simbolico – anche perchè supponiamo che ci siano almeno 5 classi (dalla prima alla quinta) di almeno 20 bambini l’una, il primo è letteralmente nella cacc… ma l’ultimo lo trova lindo! Ma ancora una volta la ragione mi riporta al messaggio educativo di questo intervento. Ma forse immagino troppo… ed allora cerco l’articolo originale, quello ripreso da Repubblica, direttamente da “Il Gazzettino” di Padova, con tanto di commenti sotto. Leggo e comincio a mettere a fuoco il mio pensiero. Nonostante la mia fervida immaginazione… se fosse capitato a me, come genitore, non avrei protestato. Forse inviterei mio figlio a spiegare agli altri bambini come si usano i bagni! E se invece scoprissi che è stato lui a fare il danno?
Se a voi arrivasse una lettera del genere dalla scuola che reazione avreste?? I commenti sono benvenuti…
Il costo dei figli
Secondo l’ultimo rapporto CISF (Centro Internazionale Studi Famiglia) presentato oggi alla stampa, “il costo mensile di mantenimento di un figlio per i soli beni indispensabili in termini assoluti per la classe di età 0-5 anni è infatti uguale a 317 euro e corrisponde a un costo di mantenimento di circa 3.800 euro annui. In media però, il costo di accrescimento di un figlio (che comprende il costo di mantenimento) è di 798 euro al mese. Le famiglie benestanti, poi, spendono per i figli circa l’83 per cento in più delle famiglie povere.” Fonte (repubblica.it). Dal confronto con altri paesi EU sulla percentuale di spesa sociale destinata (% PIL) al sostenimento delle famiglie emergono sostanziali differenze (1,1% Italia ; 2,5% Francia ; 3,2% Germania) . C’è un palese richiamo a politiche pubbliche e private orientate ai figli e l’articolo termina riportando la conclusione del Rapporto: “La popolazione italiana, quindi, conclude il rapporto Cisf, “sopravvive decentemente proprio perché rinuncia ad avere figli”.
Da domani il Rapporto sarà pubblicato anche su internet ed è disponibile in libreria.
Non ho mai fatto i conti precisi (asilo nido a parte che da solo costa un patrimonio!) ma prima o poi lo farò. Esperienze?
ciao nonna
Di chi non c’è più si mantengono i ricordi. E io da nipote ricordo,
- le melanzane sottolio o sottaceto fatte sempre nella stessa ciotola rotonda, piccola, con i fiori verdi fuori
- la settimana enigmistica e anche tutti i tentativi di imitazione
- il costume intero nero, almeno finché andavi al mare
- il filtro della sigaretta macchiata di rossetto
- la mancia per andare a comprare le MS da Celestino
- la tovaglia fina fina con i disegni tipo floreali
- “non ti dondolare sulla sedia”
- che mi chiamavi Giuliano (come tuo figlio, mio babbo) e non Mauro
- i vestiti tutti interi e lunghi
- il telefono grigio a disco e la rubrica tutta consumata accanto
- il fagiolini in umido col pomodoro
- la pasta con la bottarga
- la sogliolina al piatto pescata e portata dal nonno
- la TV accesa fissa in cucina
- il grattaformaggio elettrico
- la borsa nera con i tre o quattro paia di occhiali che venivano regolarmente persi qua e là
- il risotto con le femminelle
- tutte le partire dei Mondiali dell’82 sul Telefunken a colori, Italia-Brasile 3-2 su tutte
- giocare a nascondino nell’armadio a muro, quello dove c’era e c’è ancora il baule bordò
- ….
Ciao nonna
unopountozero (non) fa shopping
Diciamo subito che adesso dovrei portarlo sempre con me, come antidoto efficacissimo allo shopping modello Kinsella della mamma.
La scena è questa, siamo in giro. è sabato e la mamma vede un negozio di quelli che piacciono a lei e entra. A quel punto la commessa è brava e inizia il defilé. Oggi si presenta la collezione inverno, con una passerella di piumini e affini.
La sfilata abbia inizio. La commessa\padrona propone e la mamma indossa il primo piumino. Unopuntozero si aggira per il negozio in silenzio. viene interrogato sul capo indossato ma non si sbilancia. Duepuntozero se la dorme nel passeggino. Il babbo lo invidia un pò. La seconda proposta viene rapidamente liberata dalla gruccia (o stampella o ometto) e infilata. Unopuntozero tace. Arriva il momento del terzo capo della collezione, presentato, indossato e commentato. A unopuntozero piace moltissimo questo piumino, sarà per il taglio elegante o per il colore viola ormai sempre più di moda e sempre più di successo. Ma non fatevi ingannare dal commento positivo.
A quel punto sono infatti passati una buon venti minuti da che siamo dentro al negozio e la sveglia biologica (maschile) di Unopuntozero inizia a suonare allarmata. “Mamma, ora mettiti questo (il giubbotto con cui la mamma era entrata), ne hai già provati uno, due e tre (conta le dita di una mano). ora andiamo a casa“.
Ecco, una volta che lui aveva deciso non c’è stato più verso di smuoverlo. Ovviamente non abbiamo comprato nulla, non c’era modo. Io non dico di averci provato tantissimo. Però nemmeno la mamma è riuscita. E il primo assalto al portafoglio è fallito. Ci riproveranno ma per ora. grazie a Unopuntozero, gli è andata male.
Grazie, Sei stato mitico (e conveniente).
un post
Sono certo che i 3 lettori affezionati di questo blog magari ci avevano fatto caso, la maggior parte no. Ma per un pò di settimane su questo blog ho pubblicato a scartamento ridotto.
Ho scritto meno perché avevo molto da fare, tra lavoro e altre beghe. Ma non era il tempo per scrivere che mi mancava. Di fatto se mi viene in mente che cosa scrivere, il più delle volte è buona la prima e in 5 minuti si scrivono le righe necessarie. Altrettanto tempo impiego per l’editing e il post è praticamente fatto. Il punto allora è che gli impegni, la sommatoria degli impegni, non mi sottraeva tempo per scrivere, mi impediva di stare sufficientemente con i nani per poterne trarre un qualche spunto. Non ero con loro e non ero testimone diretto di quelle che facevano, di cosa dicevano, di dove andavano e così via.
Questo era quello che mi mancava di più. E che mi ha preoccupato di più.
Da qualche giorno ho ripreso a scrivere qualcosa, ma soprattutto ho deciso di stare attento per perdermi il meno possibile e per vivere da vivo con loro la nostra vita.
Il fatto che sia riuscito a scrivere un post sul non aver scritto dei post perché (forse) non sono stato abbastanza tempo con i puntozero salva solo la produttività del blog ma non la mia coscienza.
A presto (spero).
Fratelli
Cosi come i nostri figli, anche noi non sempre facciamo discorsi profondi o avendoci pensato adeguatamente. 
Anche per questo motivo, così per dire, per vedere, perchè è venuto in mente (davvero non ci avevamo pensato), la mamma ha chiesto a unopuntozero, “Ma te, lo vuoi un altro fratello?” al che lui ha risposto, guardando il fratello, serenamente “NO, a me piace questo…”
Abbiamo deciso di tenerli entrambi. Piacciono anche a noi.
Hidron-auta
Abbiamo fatto mente locale e notato che il fine settimana in cui si sta a strascico per casa (per rifare armadi, per raffreddori, perché fuori piove o per n altri più o meno giustificati motivi) sono privi di senso e non lasciano traccia. Insomma si arriva al lunedì, il terribile lunedì senza neanche accorgersene, o meglio cercando di trovare un modo sensato per stare coi i puntozero ma senza idee chiare e facendo una gran fatica, come girando a vuoto.

l'idromassaggio e la piscina attorno
onvenuto di “fare qualcosa”. Non necessariamente qualcosa di speciale. Solo qualcosa di diverso. Domenica scorsa ad esempio siamo andati in piscina. Non una normalissima, una in pò più attrezzata dove si potesse stare a divertirsi un paio d’ore facendo cose tutti assieme. Siamo stati all’Hidron, a Campi Bisenzio. Ma ce ne sono altre in Italia, per esperienza diretta conosco l’Acquarena di Bressanone, il Cron a Brunico o Gardacqua sul lago di Garda. Chi ne conosce altre?
Dentro ci sono gli scivoli, piscine con le bolle, piscine di acqua salata, piscina calda all’esterno, piscina normale, piscina molto calda alta 30cm per nani e cosi via. Ci sono anche, volendo, saune, percorsi benessere o SPA, il che potrebbe essere di interesse per le mogli\compagne (ma anche per gli uomini o no?).
Noi siamo arrivati con calma verso le 11, abbiamo fatto un pò di bagni, giurando qui e là, abbiamo fatto gli scivoli (io con duepuntozero e la mamma con unopuntozero) ma una volta sola ché i nani erano un pò timorosi. Poi doccia per tutti e infine un pasto caldo per tutti.
Alle 4 eravamo di nuovo a casa ma contenti di aver fatto qualcosa. Voi che fate questo fine settimana?

pronti via?
risposte
Ovviamente è colpa mia che sto tirando su un mostro, chiaro che mi lamento solo del primo perchè il secondo almeno per ora non parla molto, ad essere sinceri non parla proprio. E per un pò l’ho scampata. Danno la colpa a me perchè sono polemico, ho la battuta pronta e da buon toscano e fiorentino cerca sempre di avere l’ultima parola.
Ultimamente unopuntozero però sta passando il segno.
Prima se litigava, soprattutto con la mamma, le diceva “..e io non gioco pià con te”
Ora se litiga, sempre con la mamma, le dice “..e io non ci vengo più a casa tua“. Inutile ogni tentativo di chiosare sul concetto di proprietà.
L’altro giorno in piscina poi, alla mamma che gli chiedeva di passargli non so cosa, ha risposto “..ma mamma, guarda che ci arrivi anche da sola“.
Ora, visto che tutte queste battute le fa con la mamma, è chiaro che può passare al livello successivo e vedersela col babbo. O no?
Oppure dite che è colpa della mamma. Si apra il dibattito.
da Babbi a Mamme
Faccio mie le parole di Vittorio Zucconi su Repubblica di oggi, un messaggio dai babbi alle mamme:
Donna non vidi mai
Ma le donne italiane, quelle che avevano apparentemente digerito senza un conato l’esibizione di disprezzo per loro manifestata dal sultanto dell’harem che le vede come oggetti da “utilizzare”, resteranno indifferenti anche all’aver visto una signora ormai vicina alla sessantina (mi perdoni Rosy Bindi) definita in diretta televisiva nazionale brutta e cretina (”ho sempre pensato che lei fosse più bella che intelligente”)? Va tutto bene, gentili sorelle italiane? Trattare le donne da puttane, da gingilli con l’abitino corto per rallegrare le serate, da vecchie cozze se osano contraddirti, o da contorni per l’intrattenimento degli ospiti reclutate secondo lo stacco di coscia è il nuovo “politically correct”? E’ questo che le elettrici meno giovani del Popolo della Libertà stanno additando alle figlie come esempio di comportamento, per loro e per i loro compagni o mariti, nell’Italia del 2009? No, chiedo, perchè avendo tre nipotine (e mezza) vorrei sapere come regolarmi quando crescereanno.

