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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘cibo’ Category

non li freghi

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Piuttosto sono loro a fregarti.

quelli col mulino

"quelli col mulino"

Allora unopuntoezero e duepuntozero la mattina fanno colazione con i biscotti. E fin qui.

Fanno colazione con i Biscotti del Mulino Bianco, e fin qui.

Fanno colazione solo con i biscotti del Mulino Bianco.

Fanno colazione solo ed esclusivamente con il rispettivo tipo di biscotti del Mulino Bianco.
In particolare unopuntozero con le Macine (“quelli con il buco”) e duepuntozero con i Tarallucci (“quelli con il Mulino”)

Nessun problema, direte voi, io invece dico di si. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

novembre 27th, 2011 at 7:56 pm

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Primo soccorso

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Written by rebeccagin

settembre 28th, 2011 at 2:34 pm

Pane e Acqua! IO NON CI STO (2)

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Della mensa che aveva lasciato a “Pane ed Acqua” alcuni alunni ne avevamo parlato qui, riprendendo la notizia di un benefattore che aveva saldato il debito denunciando con l’occasione il proprio dissenso in una lettera. Ma a questo benefattore se ne aggiunge un altro, direttamente dal Congo. La notizia, riportata dal Corriere, è quella di un padre comboniano che dal Congo ha inviato una somma sufficiente a sfamare un bambino per un anno a mensa. Ma anche lui ha affidato ad una lettera il proprio pensiero:

Caro “cittadino di Adro”, abbiamo letto qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto” e anche noi ci uniamo al tuo messaggio e al tuo gesto. Inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno a uno dei tuoi-nostri bimbi…
A Muahnga e Bunyatenge, piccoli villaggi di foresta, ogni giorno diamo a tutti i ragazzi delle scuole (circa 900) una tazza di “masoso”, pappetta fatta mais-sorgo-soja senza zucchero: è capitato qualche volta che la casseruola si vuotasse troppo in fretta; subito i bimbi che avevano già ricevuto si sono mossi e hanno condiviso la loro tazza con gli altri.
Il contributo che mandiamo è null’altro che questo gesto, anche perché so che gli altri bimbi di Adro lo farebbero spontaneamente. Siamo sicuri che anche gli amici che ci hanno dato questi soldi come gesto di solidarietà e giustizia ne saranno fieri.

Continuo a riflettere…

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Written by Jago

aprile 23rd, 2010 at 4:38 pm

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spinaci

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Lamamma lamenta da mesi (diciamo dalla gravidanza di duepuntozero) un fastidioso mal di schiena che a volte la blocca, di colpo della strega.

Mangiate gli spinaci

Mangiate gli spinaci

All’ennesima lamentela, tempo fa, de lamamma, unopuntozero da vero polemico ha chiosato “Ma mamma, insomma, ti faceva male la schiena ieri, ti fa male oggi, ti fa male domani, ti fa male giovedì (?) … devi mangiare gli spinaci che ti fanno bene e ti fanno crescere e diventare grande e forte come il babbo. Anche io quando sono grande mangio gli spinaci, cosi divento grande e forte come il babbo

Lamamma è andata da chiropratico.

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Written by Babbo Leo

aprile 15th, 2010 at 6:53 am

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Pane e Acqua ? IO NON CI STO!

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E’ di questo periodo la crescente polemica sui bambini di alcune mense scolastiche lasciati a pane e acqua perchè i genitori NON avevano pagato le rette. Sui giornali e media se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Personalmente, ho vissuto le notizie in maniera incredula, non credendoci fino in fondo, ma pensando “ai soliti giornalisti” che esagerano. Forse non volevo pensarci. Oggi ho cambiato idea.

Oggi sul sito de ilsole24ore è apparsa la notizia di un anonimo benefattore che ha saldato il debito di alcune famiglie e si è offerto per garantire la copertura fino alla fine dell’anno scolastico. In seguito a questo gesto ci sono state alcune famiglie, regolarmente paganti, che hanno manifestato CONTRO il benefattore. Più che il gesto del benefattore, mi ha colpito la sua lettera. Ritengo necessario, indispensabile portarla all’attenzione di quante più persone possibile.

Ecco la lettera. E mi trova d’accordo su tutto.

Ed ecco un altro contributo che mi è stato segnalato. Buone riflessioni.

Dall’Unità del 23 marzo 2010 – articolo di Concita De Gregorio:

Qualche volta mi è capitato di dimenticare le rette scolastiche. La mensa, soprattutto. Quando i figli sono tutti piccoli, bollettini diversi scadenze diverse: le portano a casa negli zaini dicono mamma tieni, uno appoggia distratto il pezzo di carta sulla mensola, poi magari non si trova più, si perde in mezzo ad altre carte. Si paga in ritardo, con la penale, senza decreti ovviamente, e finisce lì. La prossima volta si sta più attenti. Non si pensa mai – e questo dipende dal fatto, credo, che siamo cresciuti, la mia generazione è cresciuta in un Paese dove la scuola pubblica specie quella elementare era fantastica, la cura dei bambini un bene superiore condiviso – che le colpe dei padri possano ricadere sui figli. C’entrano anche certi insegnamenti primari, certo, tipo questo. Perciò non succede niente, se un padre dimentica di pagare una retta di certo la scuola farà in modo che il bambino non sia neppure sfiorato da un pensiero che non saprebbe concepire. Se – più grave, più triste – i genitori non possono, invece, pagarla, la scuola – il comune, l’ente pubblico, lo Stato – si fa carico della debolezza dei grandi e protegge i piccoli. È ovvio che quando i bambini si siedono a tavola, a mensa, devono avere nei piatti tutti la stessa pasta al sugo. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perché. Perciò ci saranno cose più gravi ma mi dispiace, non riesco a pensare ad altro che a quei nove bambini che lunedì si sono seduti ai piccoli tavoli spostando le piccole sedie, hanno aspettato che arrivasse come ogni giorno la signora con carrello e hanno visto la pasta nei piatti degli altri, il pane nel loro.Scuola elementare di Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza. Il comune (Lega, Pdl) aveva avvisato: questa la spiegazione. Sette bimbi stranieri, due italiani: pane e acqua. Riuscite a immaginarvi di avere sei anni, sedervi a tavola coi compagni, vedervi porgere un pezzo di pane, la pasta nei piatti degli altri e i loro sguardi su di voi? Sentire il compagno che chiede «perché tu mangi il pane», e non sapere cosa rispondere? Provate ad andare a ritroso negli anni, a mettervi in quelle scarpe e quei grembiuli: che cosa fareste? Piangereste, restereste in silenzio, mangereste il panino, dareste una spinta al compagno rovesciando il piatto? Ma che paese siamo diventati? Ma cosa ci è successo? Ma come è possibile che abbiamo smarrito persino l’istinto a tutelare l’innocenza, la cura dello sguardo di un bimbo, il suo valore? Cosa ci stiamo a fare, di cosa parliamo se non sappiamo sentire e insegnare questo? Da dove possiamo ripartire se non da qui? Il resto, tutto il resto, ne consegue. Mille posti in meno alla Fiat, altre mille famiglie che presto non potranno pagare le rette. Andate a cercare la notizia nei giornali, nei tg. Cercate bene, poi fateci sapere. A qualcuno interessa se da domani ci saranno mille posti di lavoro in meno? Non tocca mai a noi, non è vero? Sono storie di poveri, una minoranza. E se nostro figlio è compagno di banco e di classe dei nove a pane e acqua alla fine sarà meglio cambiargli scuola, che magari poi fa domande a cui non sappiamo rispondere. È così imbarazzante sentire i bambini che domandano perché. Diamogli la play station, così stanno zitti.

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Written by Jago

aprile 13th, 2010 at 3:50 pm

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succhi e spremute

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La frutta fa bene. Si sa. Punto.

Come fare a far mangiare la frutta ai nani? Beh, non facile. Come scritto anche in “Fate la pappa” il metodo migliore è l’esempio. Inutile che pretendiate che il nano mangi la mela se voi per primi non la mangiate mai.

Si può però ovviare con dei trucchi. Uno di questi che ultimamente stiamo adottando è quello dei succhi di frutta. Ma non quelli nel tetrapak dove dentro chissà cosa c’è o dove la frutta l’hanno solo adoperata per le foto. Parliamo di veri succhi di sola frutta.

Mano Sante

Mano Santa

in origine furono gli Smoothies in UK, ora li trovate pure in Italia. Questi sono dei frullati di frutta fresca. Chi li produce giura di non metterci dentro niente altro che frutta fresca. Difatti li trovate nel banco frigo.  Certo i frullati fatti in casa sono più buoni e assai meglio ma non sempre abbiamo la frutta fresca in casa o il tempo di farli. Li fa la Chiquita, la Santal e, i miei preferiti (soprattutto per le etichette) i T.V.B. (a Firenze li trovate alla Botteghina dell’Augusta dentro al mercato di Sant’Ambrogio).

Ad esempio nel ManoSanta della TVB si trovano:
28 CHICCHI D’UVA PRESSATI
1 MELA PRESSATA
1/2 BANANA PRESSATA
10 LAMPONI CENTRIFUGATI
6 MORE CENTRIFUGATE
15 MIRTILLI CENTRIFUGATI
CONTIENE OLTRE IL 70% della DGC DI VITAMINA C

E nel loro blog confermano, “Non aggiungiamo acqua, zuccheri, acidificanti o stabilizzanti o qualunque cosa è sola pura frutta & basta.”

Alcune definizioni per fare chiarezza e altri stimoli qui, qui e qui

Ma forse in fondo se vi è venuta voglia potete farli anche da soli, qui un pò di ricette

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Written by Babbo Leo

dicembre 7th, 2009 at 6:27 am

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Wyoming

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Del piccolo, duepuntozero, vabbè, non si può dir nulla, è piccolo e non conta, deve crescere e questo giustifica tutto. Si fa per dire.

Ma il grande? Ne vogliamo parlare? Giusto stasera unopuntozero si è fatto fuori due piatti di bucatini alla carbonara. (Si lo so perfettamente che i bucatini non ci dicono nulla con la carbonara e infatti erano così cos’ì, ma stasera a casa s’aveva quelli quindi fine delle discussioni, please)

Ma poi durante i rifornimenti ha cacciato un paio di rutti da competizione che sembravano eseguiti da un vero professionista. E continuava a parlare nel frattempo. E se poi mi viene fuori un tipo irragionevole?

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Written by Babbo Leo

novembre 29th, 2009 at 7:47 pm

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banana 3

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Il ragazzo sta crescendo e sempre più spesso vuole far da sè.

Ha fame e la mamma gli indica dove sono le banane, ha fretta e comincia a sbucciarla da solo. Abbastanza facile prevedere che si rompa la banana. Crisi. Pianto. Grossa crisi. Stavolta Babbo è preparato. Ha imparato qui e qui

Dice orgoglioso, “te la ripara Babbo, dai qua, nano.”

Va in cucina e infila due stuzzicadenti nel tronco principale della banana, ci appone il moncone e voilà, la banana è riparata, come nuova.
Non nuova nuova come il grissino del giorno prima che babbo per magia aveva riparato (in realtà sostituendolo con un altro), ma sufficientemente come nuova.

Unopuntozero pare soddisfatto. Talmente soddisfatto che continua da solo a sbucciare e rompe ancora la banana. Stavolta niente panico, per lui, solo per il babbo, visto che lui lesto lesto la presenta al babbo “me la aggiusti?”

Babbo non si da per vinto, con la stessa tecnica aggiusta ancora la banana.
Unopuntozero
è visibilmente molto soddisfatto.

Non si lamenta nemmeno di dover togliere gli stuzzicadenti mangiando la banana.

Ma allora è vero che sbagliando si impara…?

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Written by Babbo Leo

ottobre 4th, 2009 at 7:29 am

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cosa ci metto sotto?

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Una volta che si pensa un’idea, il più è già fatto, sarà faticosa da realizzare ma la parte complessa, ovvero pensare a una cosa che prima non c’era, beh quella è fatta.

A me ha aperto gli occhi un collega con 8 (otto) figli. MI ha detto “a casa mia, dopo i 12 mesi si mangia da soli, solo quello che c’è nel piatto (tagliato e sminuzzato per carità) ma da soli.”  Ha poi aggiunto, “… imparano molto presto”.

Se pensate ad una situazione logistica del genere non potete che essere d’accordo. Ho iniziato cosi con unopuntozero e sto facendo cosi con duepuntozero. I ragazzi hanno imparato veloci veloci. Certo, fanno come possono. Ad esempio duepuntozero (13mesi) ancora non se la cava bene con il cucchiaio e si sbrodola un sacco. Se perà usa le mani è bravissimo e autonomo.

sotto il tavolo

sotto il tavolo

C’è un però, c’è sempre un però. Nel mentre che diventa bravo bravo in tutto e per tutto, con tutte le posate, da pesce, da antipasto e da dolce, il pavimento sotto il seggiolone è un vero disastro. Ogni parte di cibo viene mescolata con quantità di acqua che viene versata dal medesimo nano. Quindi la domanda è, che ci metto sotto il seggiolone?

Per ora ci metto dei giornali, a fine pasto raccolgo il tutto e butto via. Difetto? Devo leggere spesso il giornale. Voi come fate?

A qeusto punto indietro (a imboccarlo) non torniamo ma ci piacerebbe avere dritte per ridurre il letamaio che si forma sotto il tavolo. Consigli?

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Written by Babbo Leo

ottobre 3rd, 2009 at 7:22 am

Metti una sera a cena

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Una melanzana (non grande), un peperone giallo (per il colore oltre che per il sapore), due zucchine, un porro e tre petti di pollo.

Si taglia la melanzana a cubetti, con tanta pazienza e precisione, se non è grande ci si mette meno, me n’è avanzata mezza: non ne potevo più di precisione e pazienza. I dadi così pazientemente ottenuti si mettono nella padella con l’olio d’oliva e la salsa di soia, questa per il sapore e per il sale. S’aggiunge erba cipollina a piacere, anzi: quanto basta! Si tagliano le zucchine alla julienne e s’aggiungono ai cubetti di melanzana. Poi si passa al peperone anch’esso da tagliare a dadini, operazione che trovo molto più semplice di quella per la melanzana. Chissà perché. Messo in padella anche il peperone s’aggiungono: semi di papavero, semi di sesamo e si lascia cuocere in santa pace mescolando di tanto in tanto. Io sono diventato bravissimo a mescolare pietanze in padella col famigerato colpo di polso. Che amalgama.

Intanto si fa bollire l’acqua per cuocere il riso.

Si prendeil porro e lo si taglia a fettine e si mette a rosolare in padella con la salsa di soia. Si prende anche il pollo e lo si taglia a piccoli pezzetti (dev’esser una mia fissazione) e s’aggiunge al porro. Poi polvere di curry e semi di timo. Si cuoce.

A tavola si portano le due padelle e un vassoio col riso bianco, si mettono nel piatto separatamente e si lascia ai Puntozero il piacere di mischiarli a piacimento, per poi raccogliere molto sulla tovaglia a fine cena. Comunque mangiano del sano riso, delle sanissime verdurissime e il pollo. E che vuoi di più? Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

settembre 23rd, 2009 at 9:40 am