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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘asilo’ Category

festa del babbo

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Me lo immaginavo che tornando a casa il 19 marzo avrei trovato qualcosa che spontaneamente i puntozero avevano messo assieme per la festa del babbo. La mano assassina che il sistema ha armato è stata quella di unopuntozero.

Mi immaginavo un portapenne, un fermacravatta, un qualche cosa…FESTA DEL PAPA'  2010 interno Non mi aspettavo un ritratto.

Ed evitate ogni commento pseudo psicologico, li ha già fatti la babysitter.

ps.
quella a sinistra è lamamma, io sono quello a destra.

Ah, si capiva? Vabbè scusate la precisazione…

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Written by Babbo Leo

marzo 25th, 2010 at 12:09 pm

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asilo parcheggio

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A me lo avevano dato fotocopiato i maestri dell’asilo di duepuntozero.
Mi faceva fatica ricopiarlo, ne ho trovato una versione ridotta qui. Leggetelo e meditate e magari diteci che ve ne pare.

HO INIZIATO a lavorare nei nidi nel 1974, quando l’ Opera Nazionale Maternità e Infanzia stava ormai chiudendo i battenti: allora i Comuni si trovarono ad ereditare e dover gestire asili che erano stati costruiti nelle aziende, vicino o dentro alle fabbriche, a fianco degli uffici (ricordo i nidi della Manifattura Tabacchi alle Cascine, dell’Enel sul lungarno Colombo, del Mercato Ortofrutticolo a Novoli) col preciso scopo di “assistere” i bambini delle donne lavoratrici. Un’ assistenza fatta soprattutto (e forse anche unicamente) di accudimento igienico, attenzione alimentare, protezione fisica: quando Giuseppe Sparnacci come psicologo e io come pediatra fummo incaricati dal Comune di entrare in queste strutture per studiarne la situazione gestionale, per analizzare le criticità dei rapporti col personale, rivedere le diete, dare insomma a tutto l’ insieme un orientamento medico-pedagogico aggiornato, ci trovammo di fronte ad un quadro allarmante. Allora una tata poteva avere da sola anche venticinque bambini da gestire, di età diverse e oltretutto in spazi inadeguati e poco protetti … si capisce che fra spintoni e inevitabili cadute qualche danno ci scappava comunque. Questo era uno dei motivi che faceva sì che la presenza del dottore nel nido fosse sentita come indispensabile. ALLARMA oggi la sensazione che chi si occupa dei nidi e del loro futuro stia imboccando una strada sbagliata, abbia come “perso la memoria”, prefigurandosi un ritorno ad un passato nebuloso, dove si faceva confusione fra assistere e accrescere. Sono i nuovi progetti di asili condominiali e aziendali che spaventano:a mio giudizio soluzioni “a metà”, prive di concrete garanzie di competenza e qualità e presentate invece come avanguardie. Il concetto è che il servizio pubblico non è in grado di aprire nuovi spazi e quindi passa la palla al privato. Un meccanismo diabolico che oggi funziona molto bene politicamente, tanto che anche sul sanitario si è imboccata questa strada: troppo lunga la lista d’ attesa? Ti dò i soldi per poterti far andare dal privato e tante scuse! Nel complesso dunque mi sembra che le soluzioni proposte alla mancanza di posti nei nidi vadano inesorabilmente nella direzione di costruire nuovi baby-parking, nel vero senso della parola. Pericolosissimo poi avventurarsi nella strada di aumentare il numero di iscrizioni spingendosi al limite tollerabile basandosi sul fatto statistico che, causa malattie, i bambini che frequentano mediamente sono meno della capienza prevista. Si avverte insomma la necessità di richiamare ad una concretezza e ad una scientificità certa tutto quel mondo formativo che ruota oggi intorno alle famiglie. Il nido deve tornare ad essere un sostegno alla genitorialità, rifuggendo dalla trappola che già si intravede all’orizzonte di ridiventare un bel posteggio colorato, pieno di giochi, con buon cibo ma inesorabilmente posteggio. Ai bambini serve altro.
PAOLO SARTI (
L’ autore è medico pediatra a Firenze)

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Written by Babbo Leo

marzo 24th, 2010 at 4:57 pm

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Metti una sera a cena

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Una melanzana (non grande), un peperone giallo (per il colore oltre che per il sapore), due zucchine, un porro e tre petti di pollo.

Si taglia la melanzana a cubetti, con tanta pazienza e precisione, se non è grande ci si mette meno, me n’è avanzata mezza: non ne potevo più di precisione e pazienza. I dadi così pazientemente ottenuti si mettono nella padella con l’olio d’oliva e la salsa di soia, questa per il sapore e per il sale. S’aggiunge erba cipollina a piacere, anzi: quanto basta! Si tagliano le zucchine alla julienne e s’aggiungono ai cubetti di melanzana. Poi si passa al peperone anch’esso da tagliare a dadini, operazione che trovo molto più semplice di quella per la melanzana. Chissà perché. Messo in padella anche il peperone s’aggiungono: semi di papavero, semi di sesamo e si lascia cuocere in santa pace mescolando di tanto in tanto. Io sono diventato bravissimo a mescolare pietanze in padella col famigerato colpo di polso. Che amalgama.

Intanto si fa bollire l’acqua per cuocere il riso.

Si prendeil porro e lo si taglia a fettine e si mette a rosolare in padella con la salsa di soia. Si prende anche il pollo e lo si taglia a piccoli pezzetti (dev’esser una mia fissazione) e s’aggiunge al porro. Poi polvere di curry e semi di timo. Si cuoce.

A tavola si portano le due padelle e un vassoio col riso bianco, si mettono nel piatto separatamente e si lascia ai Puntozero il piacere di mischiarli a piacimento, per poi raccogliere molto sulla tovaglia a fine cena. Comunque mangiano del sano riso, delle sanissime verdurissime e il pollo. E che vuoi di più? Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

settembre 23rd, 2009 at 9:40 am

se una mattina d’autunno un genitore …

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la mamma doveva essere a Milano alle 10. punto

alle 9.15 duepuntozero entra all’asilo. punto.

mi sarei trovato solo contro i due nani. Niente di nuovo già fatto altre volte. Li prendo di tacco, penso io. Illuso. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

settembre 15th, 2009 at 7:44 am

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Inserimento al Nido

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Lo sapevo ma magari avevo dentro di me qualche speranza che stavotla avrebbe potuto essere diverso. I primi timori sono iniziati quando abbiamo appreso (con una mail!) dal Comune di Firenze che duepuntozero era stato preso all’asilo nido. Sapevamo che dopo la prima gioia ci saremmo trovati di fronte al periodo dell’inserimento.

Con unopuntozero non credevamo ai nostri occchi, il piccolo andava bene ma ci sarebbe voluto comunque un mese per rispettare il programma, uguale per tutti, di inserimento. Magari nel 2009 c’erano novità.
Quest’anno abbiamo fatto 5  giorni prima il colloqui con i maestri dell’asilo. Prima ci hanno fatto un pò di domande su duepuntozero, che tipo è, che carattere ha, come mangia, come dorme, come beve e così via. Poi ci hanno fatto vedere il piano di inserimento, un simpatico foglio stampato e chiaro.

Si inizia il 9 settembre con un’ora e un quarto assieme al genitore e così tutta la settimana. La prossima passo in avanti e il genitore si può allontanare, sempre per un’ora. Chissà dove potrò andare. Poi via via lemme lemme e aggiungendo un ora alla volta si arriva al 12 ottobre giorno in cui il nano sarà a tempo pieno un bambino dell’asilo. Quindi per oltre un mese occorre comunque prevedere le solite alternative tipo babysitter e nonni.

Dopo quindi 33 giorni l’ inserimento sarà completo (e irreversibile?). Ho provato a chiedere se, nel caso in cui il piccolo fosse già a suo agio, tale periodo può esser  ridotto. Ovviamente ho ricevuto in risposta un NO piuttosto scandalizzato.

Io non sono un pediatra e nemmeno uno scienziato dell’educazione e quindi non ho le basi per discutere questo piano. Però mi chiedo, come mai agli asili privati tale tempo è dimezzato? Non credo sia una distinzione tra pubblico e privato, ad esempio so che agli asili di Torino il piano è di 15giorni.

Al vostro asilo quanto ci mettono? Sono più bravi?

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Written by Babbo Leo

settembre 10th, 2009 at 7:12 am

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Pace fratello

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Il giardinetto è per definizione il luogo della formazione del carattere. Bulli e pupe crescono.

Ierisera torno a casa e chiedo a unopuntozero che ha combinato oggi.
Non ci pensa quasi e fa, ho litigato con (l)a Bianca.
(Lo dice con un filo di voce. Sembra si stia confessando)
E perché? dico io
Perché voleva stare sulla bici mia e io non volevo.
(ragionamento lineare, oggetto del desiderio, ostacolo, lotta)
Avete litigato tanto? Si.
Avete fatto pace dopo? No.

Mmmm. Che si fa in questi casi?

Io ho suggerito di fare pace oggi. Speriamo. Give peace a chance.

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Written by Babbo Leo

maggio 12th, 2009 at 9:21 am

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ASILO (POLITICO?)

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chiedo asilo (nido)

chiedo asilo (nido)

Ma vostro figlio va al nido comunale?

Secondo il sole24ore che rilancia una inchiesta di CittadinanzaAttiva:

In Italia gli asili nido sono cari e difficilmente accessibili: più di tremila strutture e 130.244 posti disponibili in 1.388 comuni (il 17% dei municipi italiani) non coprono le esigenze delle famiglie con un bambino da zero a tre anni. Nonostante il numero dei nidi comunali sia cresciuto, un quarto dei genitori che richiede l’iscrizione rimane in lista d’attesa(…)

Un nucleo familiare con un reddito lordo annuo pari a circa 44.200 euro spende 3mila euro per la retta scolastica del proprio bambino. Un costo che ammonta a circa il 10% della spesa media mensile totale e ha un’incidenza del 6,5% sul reddito lordo disponibile (e di circa l’8,5% su quello netto) se si considerano 10 mesi di frequenza a tempo pieno.

I dati sono contenuti nel dossier sugli asili comunali in Italia dell’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva: una ricerca condotta in tutti i capoluoghi di provincia che evidenzia le gravi carenze del nostro Paese nell’ambito delle politiche familiari per cui si investe solo l’1% della ricchezza nazionale, nettamente al di sotto della media dell’Unione Europea pari al 2,1 per cento. Cifre che se accompagnate a quelle dell’alto tasso di disoccupazione femminile, lasciano comprendere la difficile possibilità di accesso agli asili comunali: solo per il 6% dei bambini. Altrove come in Francia, Irlanda e Danimarca le percentuali salgono 38% e al 64%. Una situazione peggiore è riscontrabile solo in Spagna (5%) e in Grecia (3 per cento).
(Dal SOLE24ORE)

Indagine completa  di CIttadinanza Attiva su asili nido (luglio 2008)

Il livello di servizio offerto dai Comuni è sicuramente alto in termini di qualità, purtroppo altrettanto non può dirsi della ricettività.
Anche se la toscana (in media) è al terzo posto per la percentuale di bambini che riesce ad accogliere siamo ancora lontani dalla soddisfazione.

La tabella su Firenze è eloquente, solo il 14% dei potenziali fruitori di asili nido ha speranza di essere effettivamente iscritto a un asilo del Comune di Firenze, mentre l’obiettivo europeo è del 33% (pag 42 del rapporto)

Certo non è che oggi si possa con la bacchetta magica risolvere il problema degli asili però magari nel corso del tempo e volendolo fare la situazione la possiamo migliorare.

Potremmo costruirne di nuovi?
Potremmo incentivarne di privati?
Si potrebbe anche risolvere il problema applicando un Modello Erode (ma non so se il proponente sarebbe rieletto)

Firenze (pagina 48 del rapporto) è 69° (sessantanovesima) su 98 nella classifica della percentuale delle domande di iscrizione agli asili nido soddisfatte (anno 2006/7) dei capoluoghi di provincia italiani.
Il punto è che per ogni bambino a casa con lui sta anche una mamma che deve rinunciare alla propria professione, alla propria carriera e anche agli introiti economici che un lavoro porta.
La fatica per chi resta fuori dalla classifica comunale non è solo economica, rinunciare ad uno stipendio.
C’è il costo maggiore che si deve sostenere se si vuole tentare di passare ad un asilo privato, costa circa il 30% in più.

C’è altrimenti una fatica che vien di solito caricata sul resto della famiglia in termini di rinuncia a un eventuale secondo o terzo figlio. C’è il carico per eventuali nonni che si rendano disponibili a badare ai piccoli, comunque magari non possono farlo a tempo pieno. e poi vogliamo che i Bamboccioni continuino a farsi aiutare dai genitori?


Insomma stare fuori dalla classifica ha un costo sociale assai elevato, molto più caro del costo della babysitter.

Che dite, ce la facciamo a far cambiare le cose?

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Written by Babbo Leo

settembre 22nd, 2008 at 5:29 pm