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giocare in-sicurezza
Hanno mille paure. Una ne fanno e cento ne pensano. Sono insicuri. Sono timorosi. Si spaventano per un nonnulla. Più crescono e più hanno paura. Sono i genitori. Più sono avanti con l’età più si spaventano dei pericoli. “Non andare nei pericoli” mi diceva la mia mamma.
Ogni tanto poi chiedono anche l’intervento dell’ordine costituito. Succede che uno dei giochi (una sorta di castello) a forza di essere usato e di essere esposto alle intemperie (ma la manutenzione preventiva con una scartavetratina e un pò di vernice o coppale no eh?) abbia perso di smalto. Oltre allo smalto ha perso un paio di assi del camminamento che unisce le due torri. Indubbiamente questo potrebbe rappresentare un pericolo. Difatti qualcuno si è spaventato che il suo piccino potesse inciamparvi e farsi male – non avendo imparato a cadere perché c’era sempre il premuroso genitore a sorreggerlo.
Qualcuno quindi ha chiamato i Vigili Urbani che prontamente (ho capito perché quando ci sono urgenze vere non vengono, sono a giocare al parco) sono accorsi e hanno recintato il gioco. Da qualche parte quindi doveva esserci il genitore-iper-apprensivo che li aveva chiamati ma non sono riuscito a scovarlo.
Inizialmente i Vigili volevano arrestarlo recintarlo tutto con quel bel nastro bianco-rosso (quello giallo di CSI non era disponibile evidentemente). Volevano recintarlo tutto. Cioè chiuderlo. Era sabato pomeriggio e quello è uno dei giochi più gettonati del giardino. Mi sono opposto proponendo di chiudere solo il passaggio sopraelevato, in questo modo il rischio poteva esser scongiurato e le due torri sarebbero rimaste accessibili. Mumble-Mumble. Dopo lungo dibattito interno e aver chiesto lumi alla centrale (ecco un estratto della intercettazione: pronto centrale, qui volante uno – abbiamo un’interruzione di pubblico servizio – bene, c’è flagranza? – si – bene procedere con l’arresto – lo portiamo in centrale? – affermativo …) hanno acconsentito. Quel giorno è stato salvato. Solo quello purtroppo.
Dopo una settimana era recintato tutto il castello con il nastro bianco-rosso.
Dopo due settimane era recintato tutto il castello con le transenne.
Ora però guardate questa foto.
Non trovate molto più pericoloso questo invito a scivolare dell’asse mancante? Io si. Guardate bene anche come si sale su questo castello, o su una sorta di arco di assi reggendosi a una corda o salendo su una scala di corda. Fate conto che unopuntozero di quasi 4 anni sale su entrambe ma sulla prima fa davvero fatica. Duenpuntozero (meno di due anni) non sale da nessuna parte. Non trovate che una bambina che è in grado di salire lassù non abbia grandi problemi a evitare un’asse che manca? Allora ci ho pensato un pò.
Sono diventato un disobbediente. Ho concesso ai puntozero di giocare, se volevano, dentro il recinto delle transenne. E se riuscivano a salire potevano farlo. Per questo sono stato rimproverato. Stavo dando il cattivo esempio. Non potevo insegnare a disobbedire. Peccato che stessi tentando di insegnare a pensare usando la propria testa. Risultato: unopuntozero felice come una pasqua, duepuntozero furioso e piangente perché non lo aiutavo a salire.
pop corn
I popcorn sono pericolossimmi. Sono tremendi. E pericolosi.
Quelli naturali, fatti in padella, che saltano, fanno rumore e piacciono tantissimo a duepuntozero che per i 2 minuti in cui scoppiano vuole stare in collo a guardare la padella. Di rigore il coperchio trasparente. Gli piace anche guardare mentre sfrigolano nell’olio prima di scoppiare. Ci passiamo tra prepararli e mangiarli almeno una mezzoretta.
Però state attenti. Fateli in padella. Paradossalmente sono più sicuri. Visto che l’altro giorno, a casa di amici, unopuntozero è stato ustionato da un chicco di mais inesploso. Tale chicco era fortunosamente fuoriuscito da una apposita macchina che li faceva scoppiare ad aria calda. Ma non li faceva scoppiare tutti. E uno, preciso preciso, lo ha colpito sul labbro. Fortunato. Ma per 5 giorni ha avuto un labbro grosso così.
Non so se gli piaceranno ancora i popcorn a unopuntozero.
pedalando senza fretta
Si sa che non può ancora parlare né tanto meno scrivere, ma sono certo che se potesse farlo quello che verrebbe fuori non sarebbe troppo distante da qualcuna delle strisce di dei Peanuts con Replica (o Ripresa) Van Pelt il bambino sul sedile della bici della mamma. Tendenzialmente divertito e ovviamente sagace.
Come tanti altri prima e dopo di me ho dotato duepuntozero della possibilità di andare in bici sul seggiolino davanti. Abbiamo fatto di necessità virtù e ci siamo omologati alla maggioranza.
Fino ad ora avevo preferito la soluzione carretto. Una sorta di baracco di plastica e metallo su ruote convergenti (tipo l’assetto della vecchi 500 per capirsi) da agganciare al mozzo posteriore della bici. I vantaggi?
Molto più comodo per i ragazzi.
Più pratico portare altri oggetti tipo asciugamani da spiaggia, i giochi, l’ombrellone cosi via.
Più sicuro quando al ritorno dal mare i puntozero, finalmente eausti, di solito si addormentano. Ecco nel carretto possono farlo con tranquillità senza pericolo di cadere (vedi foto).
GRrrrrr!
Dicono che i bambini non dovrebbero vedere il telegiornale, perchè trasmette immagini violente.
E infatti saranno 4 anni che non vedo un tg, tanto c’è internet e poi, fino a 2 giorni fa, mi consolavo col Giornale Radio, un pò per un vezzo retrò, un pò perchè tanto non ci sono immagini di cui avere timore.
Poi però passa alla radio questa notizia: una bambina di 6 anni stritolata da una macchina agricola. E mia figlia, quasi 5enne, non ci dorme per 2 notti e io con lei.
Quindi bandisco anche i GR.
Per ora non legge bene lo stampatello e non è attratta dal sito di repubblica, ma tra un anno che faccio, stacco anche l’ADSL? Oppure comincio le sedute psicologiche per spiegarle che il mondo non è quella favola che lei si immagina?
la paghetta ai giorni nostri
L'assicurazione del capofamiglia
Metti che un giorno tuo figlio sta pedalando allegramente in bicicletta, sul marciapiede come tu gli hai insegnato perché è ancora piccolo per andare per strada. Improvvisamente scova una Ferrari parcheggiata. Si emoziona, non sta più nella pelle, non pensa più a quello che stava facendo, sbanda, riga la Ferrari.
Pensi di cavartela con un migliaio di euro? No, nemmeno per idea. Molto meglio fare la cosiddetta polizza del capofamiglia, che in genere ti protegge dai danni che possono combinare figli, animali, colf, etc.
Tutte le compagnie assicurative ne propongono una, la mia Allianz con massimale di 500 mila euro costa 82 euro l’anno. Ben poco se ripensate alla Ferrari!
Da notare che molte banche la offrono come benefit inclusa nel contratto di conto corrente, soprattutto quelli di fascia alta, o con un piccolo sovrapprezzo, informarsi in filiale.




