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Uomini che affrontano la paternità…

Archive for the ‘scuola’ Category

È davvero necessario il computer a scuola?

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Clifford Stoll, pioniere di internet definito da Bill Gates “l’avvocato del diavolo”, scrive: “L’educazione è una cosa assai più seria dell’alfabetizzazione informatica”

La Repubblica – D n. 783 del 17 Marzo 2012 – Risponde Umberto Galimberti
Le scrivo in merito al suo libro I miti del nostro tempo, che ho letto mentre scrivevo la mia tesi di laurea magistrale e ho ripreso oggi che mi trovo a scrivere la tesi di dottorato alla Sydney University. Se mi è permesso vorrei condividere con lei alcune riflessioni sorte dopo aver letto il paragrafo su “Gli effetti negativi dell’informatica nella scuola”. Read the rest of this entry »

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Written by Babbo Leo

marzo 21st, 2012 at 10:57 am

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Bagni sporchi? “Li puliscono i bambini…”

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Ancora una volta il mondo della scuola è protagonista. Secondo questa notizia (ns fonte repubblica.it) il preside di una scuola elementare, non potendo rintracciare i colpevoli che hanno imbrattato i bagni in maniera inaccettabile, ha deciso di punire tutti i bambini dell’istituto.  Come? Obbligandoli a pulire i bagni. Tutti i bambini. Ovviamente le proteste dei genitori non si sono fatte attendere. In particolare un genitore ha scritto al Preside, al Provveditorato e al Sindaco e minaccia di fare ricorso al tribunale.

Immagino che tra i genitori che hanno ricevuto la comunicazione ci possano essere state reazioni diverse. Ancora non sono riuscito a “mettere a fuoco” la mia reazione: per prima cosa escludo che si tratti di una sporcizia tanto anomala da non poter essere affrontata da chi di dovere… e in tal senso se non potesse affrontarla chi è preparato (e pagato per farlo) come potrebbero farlo un gruppo di bambini di 6-10 anni? In questo senso, la mia immaginazione va al Preside, e contino ad immaginare, che con questo gesto avrà voluto richiamare l’attenzione delle famiglie ad educare i propri figli a tenere un comportamento corretto e civile a scuola, così come a casa. E in questo senso mi viene da pensare che il gesto sia più che altro simbolico – anche perchè supponiamo che ci siano almeno 5 classi (dalla prima alla quinta) di almeno 20 bambini l’una, il primo è letteralmente nella cacc… ma l’ultimo lo trova lindo! Ma ancora una volta la ragione mi riporta al messaggio educativo di questo intervento. Ma forse immagino troppo… ed allora cerco l’articolo originale, quello ripreso da Repubblica, direttamente da “Il Gazzettino” di Padova, con tanto di commenti sotto. Leggo e comincio a mettere a fuoco il mio pensiero. Nonostante la mia fervida immaginazione… se fosse capitato a me, come genitore, non avrei protestato. Forse inviterei  mio figlio a spiegare agli altri bambini come si usano i bagni! E se invece scoprissi che è stato lui a fare il danno?

Se a voi arrivasse una lettera del genere dalla scuola che reazione avreste?? I commenti sono benvenuti…

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Written by Jago

maggio 1st, 2010 at 11:40 pm

Pane e Acqua! IO NON CI STO (2)

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Della mensa che aveva lasciato a “Pane ed Acqua” alcuni alunni ne avevamo parlato qui, riprendendo la notizia di un benefattore che aveva saldato il debito denunciando con l’occasione il proprio dissenso in una lettera. Ma a questo benefattore se ne aggiunge un altro, direttamente dal Congo. La notizia, riportata dal Corriere, è quella di un padre comboniano che dal Congo ha inviato una somma sufficiente a sfamare un bambino per un anno a mensa. Ma anche lui ha affidato ad una lettera il proprio pensiero:

Caro “cittadino di Adro”, abbiamo letto qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto” e anche noi ci uniamo al tuo messaggio e al tuo gesto. Inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno a uno dei tuoi-nostri bimbi…
A Muahnga e Bunyatenge, piccoli villaggi di foresta, ogni giorno diamo a tutti i ragazzi delle scuole (circa 900) una tazza di “masoso”, pappetta fatta mais-sorgo-soja senza zucchero: è capitato qualche volta che la casseruola si vuotasse troppo in fretta; subito i bimbi che avevano già ricevuto si sono mossi e hanno condiviso la loro tazza con gli altri.
Il contributo che mandiamo è null’altro che questo gesto, anche perché so che gli altri bimbi di Adro lo farebbero spontaneamente. Siamo sicuri che anche gli amici che ci hanno dato questi soldi come gesto di solidarietà e giustizia ne saranno fieri.

Continuo a riflettere…

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Written by Jago

aprile 23rd, 2010 at 4:38 pm

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Pane e Acqua ? IO NON CI STO!

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E’ di questo periodo la crescente polemica sui bambini di alcune mense scolastiche lasciati a pane e acqua perchè i genitori NON avevano pagato le rette. Sui giornali e media se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Personalmente, ho vissuto le notizie in maniera incredula, non credendoci fino in fondo, ma pensando “ai soliti giornalisti” che esagerano. Forse non volevo pensarci. Oggi ho cambiato idea.

Oggi sul sito de ilsole24ore è apparsa la notizia di un anonimo benefattore che ha saldato il debito di alcune famiglie e si è offerto per garantire la copertura fino alla fine dell’anno scolastico. In seguito a questo gesto ci sono state alcune famiglie, regolarmente paganti, che hanno manifestato CONTRO il benefattore. Più che il gesto del benefattore, mi ha colpito la sua lettera. Ritengo necessario, indispensabile portarla all’attenzione di quante più persone possibile.

Ecco la lettera. E mi trova d’accordo su tutto.

Ed ecco un altro contributo che mi è stato segnalato. Buone riflessioni.

Dall’Unità del 23 marzo 2010 – articolo di Concita De Gregorio:

Qualche volta mi è capitato di dimenticare le rette scolastiche. La mensa, soprattutto. Quando i figli sono tutti piccoli, bollettini diversi scadenze diverse: le portano a casa negli zaini dicono mamma tieni, uno appoggia distratto il pezzo di carta sulla mensola, poi magari non si trova più, si perde in mezzo ad altre carte. Si paga in ritardo, con la penale, senza decreti ovviamente, e finisce lì. La prossima volta si sta più attenti. Non si pensa mai – e questo dipende dal fatto, credo, che siamo cresciuti, la mia generazione è cresciuta in un Paese dove la scuola pubblica specie quella elementare era fantastica, la cura dei bambini un bene superiore condiviso – che le colpe dei padri possano ricadere sui figli. C’entrano anche certi insegnamenti primari, certo, tipo questo. Perciò non succede niente, se un padre dimentica di pagare una retta di certo la scuola farà in modo che il bambino non sia neppure sfiorato da un pensiero che non saprebbe concepire. Se – più grave, più triste – i genitori non possono, invece, pagarla, la scuola – il comune, l’ente pubblico, lo Stato – si fa carico della debolezza dei grandi e protegge i piccoli. È ovvio che quando i bambini si siedono a tavola, a mensa, devono avere nei piatti tutti la stessa pasta al sugo. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perché. Perciò ci saranno cose più gravi ma mi dispiace, non riesco a pensare ad altro che a quei nove bambini che lunedì si sono seduti ai piccoli tavoli spostando le piccole sedie, hanno aspettato che arrivasse come ogni giorno la signora con carrello e hanno visto la pasta nei piatti degli altri, il pane nel loro.Scuola elementare di Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza. Il comune (Lega, Pdl) aveva avvisato: questa la spiegazione. Sette bimbi stranieri, due italiani: pane e acqua. Riuscite a immaginarvi di avere sei anni, sedervi a tavola coi compagni, vedervi porgere un pezzo di pane, la pasta nei piatti degli altri e i loro sguardi su di voi? Sentire il compagno che chiede «perché tu mangi il pane», e non sapere cosa rispondere? Provate ad andare a ritroso negli anni, a mettervi in quelle scarpe e quei grembiuli: che cosa fareste? Piangereste, restereste in silenzio, mangereste il panino, dareste una spinta al compagno rovesciando il piatto? Ma che paese siamo diventati? Ma cosa ci è successo? Ma come è possibile che abbiamo smarrito persino l’istinto a tutelare l’innocenza, la cura dello sguardo di un bimbo, il suo valore? Cosa ci stiamo a fare, di cosa parliamo se non sappiamo sentire e insegnare questo? Da dove possiamo ripartire se non da qui? Il resto, tutto il resto, ne consegue. Mille posti in meno alla Fiat, altre mille famiglie che presto non potranno pagare le rette. Andate a cercare la notizia nei giornali, nei tg. Cercate bene, poi fateci sapere. A qualcuno interessa se da domani ci saranno mille posti di lavoro in meno? Non tocca mai a noi, non è vero? Sono storie di poveri, una minoranza. E se nostro figlio è compagno di banco e di classe dei nove a pane e acqua alla fine sarà meglio cambiargli scuola, che magari poi fa domande a cui non sappiamo rispondere. È così imbarazzante sentire i bambini che domandano perché. Diamogli la play station, così stanno zitti.

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Written by Jago

aprile 13th, 2010 at 3:50 pm

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Volpe Forza Cinque

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Leggevo con piacere che il Ministro Mariastella Gelmini ha presentato il Progetto pilota per l’educazione alimentare rivolto alle classi 4° e 5° delle scuole primarie. Mi pare proprio una bella iniziativa. Brava Mariastella! Ci mette anche 1,5 milioni di euro, come si legge su La Stampa: «Abbiamo avviato – ha spiegato la Gelmini, a margine del convegno dell’Unione nazionale consumatori – una collaborazione con alcune associazioni di categoria, come la Coldiretti, e abbiamo chiesto ad alcuni esperti di alimentazione di accompagnarci in questo progetto pilota che oggi coinvolge duemila scuole elementari, rivolgendosi alle classi quarte e quinte. Vogliamo spiegare ai bambini come siano importante una sana alimentazione, e anche una buona attività sportiva». «Poi – ha proseguito la Gelmini – estenderemo il progetto a tutte le scuole elementari. L’idea è quella di fare in modo che ci sia frutta fresca nei distributori automatici, in modo che possa essere consumata durante la giornata. Per questo progetto abbiamo stanziato un milione e mezzo di euro. Nell’ora di cittadinanza e costituzione, inoltre, l’insegnante parlerà di corretta alimentazione e del controllo del peso corporeo. Sono sempre di più – ha sottolineato il ministro – infatti i ragazzini obesi. Noi diamo ai ragazzi degli opuscoli informativi e cerchiamo di spingerli verso una alimentazione sana con attività educative, creative e divertenti, in grado di catturare la loro attenzione» (qui). Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

dicembre 4th, 2009 at 2:37 pm

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Sboccato

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L’altra sera m’è capitato di leggere un’interessantissima intervista di Giovanni Morandi cui ha collaborato Giulia Bonezzi su La Nazione, il nostro quotidiano cittadino che ha compiuto da poco 150. E ancora si cerca di capire come faccia a non esser morto e sepolto. L’intervista è al Ministro Gelmini e qui di seguito la riporto. Pensate che mi sono addirittura iscritto al servizio di vendita online de La Nazione per ritrovarla. Beh andiamoci piano, alla prova per una settimana e per quello che mi serviva basta e avanza. Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

novembre 4th, 2009 at 6:34 pm

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Alla ricerca di risultati

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Sabato mattina, tempo di compiti. Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

novembre 2nd, 2009 at 4:35 pm

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iSchool Manifesto

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questo articolo da Wired, merita la lettura

Come ci insegnavano le maestre? Se si è combinato un pastrocchio l’unica cosa da fare è mantenere la calma e ricominciare da capo. Piano piano, passetto dopo passo, ripartendo dall’inizio. Riproviamoci allora, perché il pastrocchio è la Scuola italiana, condannata dagli errori di tutti noi a perdere ruolo, status e funzione anno dopo anno, mese dopo mese. Durante l’ultimo anno scolastico molto si è discusso, poco è cambiato. Il governo ha fatto quello che fanno sempre i governi, intrecciando pochi elementi di riforma con decisi ridimensionamenti della spesa; e l’opposizione ha fatto quello fa sempre l’opposizione, cavalcando e sostenendo “a prescindere” i movimenti di contestazione studentesca. Anche i movimenti studenteschi hanno ripetuto il copione di sempre: partono con ragioni valide, raggiungono un picco di partecipazione, si riducono presto nelle mani di pochi professionisti del campo che fanno perdere al tutto autorevolezza e consensi.

Per rimettere in piedi il nostro sistema servono due cose: copiare le esperienze che funzionano e trovare i soldi per farlo. Le prime le racconteremo in queste pagine, i secondi esistono, ma bisogna saperli trovare. Siamo un paese dal futuro ipotecato, che per ogni euro speso per l’istruzione ne versa 7 al debito pubblico: un euro regalato al futuro, 7 immolati a un passato di sperperi. Ciò nonostante uno stato deve trovare le risorse per investire nel proprio futuro, altrimenti è uno stato che non ha fiducia in se stesso e nei propri cittadini. E allora buon anno scolastico a tutti. Con l’augurio che sia l’anno in cui siamo tornati a credere in noi stessi e nella nostra cultura.

Continua (:::)

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Written by Babbo Leo

ottobre 9th, 2009 at 1:15 pm

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Così è se vi pare

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Tagli e solo tagli, la questione del maestro unico a ciò si riduce lo ammette anche la Ministro nel servizio di Report che segue. Qui mi piace cominciare con Travaglio, per poi passare a una delle questioni che mi pare più serie quella dell’eliminazione della compresenza degli insegnanti nella scuola primaria italiana. Alla scuola che frequenta Unopuntozero hanno deciso che non potevano farne a meno e che continueranno a farla, ma non potrà andare avanti a lungo ho l’impressione. Ricordo infatti che a norma di legge per l’anno 2009 sono previsti, richiesti, imposti 456 milioni di euro di risparmio lordo, ma che saranno 1.650 milioni nel 2010, 2.538 milioni nel 2011 e 3.188 milioni nel 2012.

Quindi prima di tutto: cos’è e a cosa serve la compresenza? Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

ottobre 2nd, 2009 at 9:40 am

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Priorità

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Ieri alla scuola dell’infanzia Montagnola s’è tenuta l’assemblea dei genitori e degli insegnanti preoccupati dell’andazzo imposto dalla Riforma voluta dal Ministro Gelmini in sintonia con il ministro dell’Economia e delle Finanze Tremonti come si evince dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133

“Capo II Contenimento della spesa per il pubblico impiego.
Art. 64 Disposizioni in materia di organizzazione scolastica.
comma 6. Fermo restando il disposto di cui all’articolo 2, commi 411 e 412, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dall’attuazione dei commi 1, 2, 3, e 4 del presente articolo, devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.” Read the rest of this entry »

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Written by rebeccagin

settembre 30th, 2009 at 4:25 pm

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