Archive for the ‘gioco’ Category
Chi é stato?
Ilbabbo e lamamma sono in una stanza. Si sentiva che i puntozero stavano giocando. Ultimamente vanno di moda giochi di mano,giochi da villano.
A un certo punto arriva duepuntozero in lacrime reggendosi la testa. Che cosa é successo? chiede lamamma. Unopuntozero continua a piangere e si tocca la testa. Ti sei fatto male qui? Unopuntozero risponde, iiiihh (si). E chi é stato? Chiede da indagatrice lamamma. E lui, IO. E continua a piangere.
Gigino e Gigetto
Questo lo fa proprio impazzire. Se poi il protagonista è Paolo allora la gioia è al massimo. Il gioco lo dovreste conoscere, se non lo conoscete avete avuto un’infanzia davvero brutta. Fa sempre colpo con i bimbi, ma anche con gli adulti. Read the rest of this entry »
giocare in-sicurezza
Hanno mille paure. Una ne fanno e cento ne pensano. Sono insicuri. Sono timorosi. Si spaventano per un nonnulla. Più crescono e più hanno paura. Sono i genitori. Più sono avanti con l’età più si spaventano dei pericoli. “Non andare nei pericoli” mi diceva la mia mamma.
Ogni tanto poi chiedono anche l’intervento dell’ordine costituito. Succede che uno dei giochi (una sorta di castello) a forza di essere usato e di essere esposto alle intemperie (ma la manutenzione preventiva con una scartavetratina e un pò di vernice o coppale no eh?) abbia perso di smalto. Oltre allo smalto ha perso un paio di assi del camminamento che unisce le due torri. Indubbiamente questo potrebbe rappresentare un pericolo. Difatti qualcuno si è spaventato che il suo piccino potesse inciamparvi e farsi male – non avendo imparato a cadere perché c’era sempre il premuroso genitore a sorreggerlo.
Qualcuno quindi ha chiamato i Vigili Urbani che prontamente (ho capito perché quando ci sono urgenze vere non vengono, sono a giocare al parco) sono accorsi e hanno recintato il gioco. Da qualche parte quindi doveva esserci il genitore-iper-apprensivo che li aveva chiamati ma non sono riuscito a scovarlo.
Inizialmente i Vigili volevano arrestarlo recintarlo tutto con quel bel nastro bianco-rosso (quello giallo di CSI non era disponibile evidentemente). Volevano recintarlo tutto. Cioè chiuderlo. Era sabato pomeriggio e quello è uno dei giochi più gettonati del giardino. Mi sono opposto proponendo di chiudere solo il passaggio sopraelevato, in questo modo il rischio poteva esser scongiurato e le due torri sarebbero rimaste accessibili. Mumble-Mumble. Dopo lungo dibattito interno e aver chiesto lumi alla centrale (ecco un estratto della intercettazione: pronto centrale, qui volante uno – abbiamo un’interruzione di pubblico servizio – bene, c’è flagranza? – si – bene procedere con l’arresto – lo portiamo in centrale? – affermativo …) hanno acconsentito. Quel giorno è stato salvato. Solo quello purtroppo.
Dopo una settimana era recintato tutto il castello con il nastro bianco-rosso.
Dopo due settimane era recintato tutto il castello con le transenne.
Ora però guardate questa foto.
Non trovate molto più pericoloso questo invito a scivolare dell’asse mancante? Io si. Guardate bene anche come si sale su questo castello, o su una sorta di arco di assi reggendosi a una corda o salendo su una scala di corda. Fate conto che unopuntozero di quasi 4 anni sale su entrambe ma sulla prima fa davvero fatica. Duenpuntozero (meno di due anni) non sale da nessuna parte. Non trovate che una bambina che è in grado di salire lassù non abbia grandi problemi a evitare un’asse che manca? Allora ci ho pensato un pò.
Sono diventato un disobbediente. Ho concesso ai puntozero di giocare, se volevano, dentro il recinto delle transenne. E se riuscivano a salire potevano farlo. Per questo sono stato rimproverato. Stavo dando il cattivo esempio. Non potevo insegnare a disobbedire. Peccato che stessi tentando di insegnare a pensare usando la propria testa. Risultato: unopuntozero felice come una pasqua, duepuntozero furioso e piangente perché non lo aiutavo a salire.
4 (quattro)
Ieri sera ero genitore unico, con una certa soddisfazione sono riuscito a non adoperare l’anestetico satellitare e ci siamo messi dopo cena a giocare in camera. Duepuntozero ai trenini di legno e unopuntozero a disegnare.
A un certo punto il grande mi fa “sai che io so fare un numero” , ” ah si? quale?” replico io. Read the rest of this entry »
Un dono per te, un dono per noi

La ludoteca del Quartiere 2 ”La Tana dell’Orso”di viale De Amicis 21, non è solo un luogo per bambini ma offre spazi di conoscenza e confronto anche ai genitori, in modo da scambiarsi esperienze e svolgere anche attività per favorire la crescita del bambino, specie nei primi mesi di vita. Una di queste iniziative, “Un dono per te, un dono per noi”, sarà in calendario a partire da domani, martedì 4 maggio dalle 10 alle 11,30. Un laboratorio in cui i grandi realizzano piccoli giochi da regalare poi ai cuccioli di pochi giorni fino a nove mesi. In pratica i genitori saranno guidati da persone esperte a prendere coscienza dei bisogni dei propri figli piccoli anche attraverso la costruzione di giocattoli adatti alla loro età. Si replica anche l’11, il 18 e 25 maggio, stesso orario. Info e iscrizioni, tel. 055 2767452.
Perspicacia
Unopuntozero non perde occazione per lanciare la pallina da tennis contro il muro. Read the rest of this entry »
guarda cosa so fare
Da qualche settimana Unopuntozero mi tampina con questa frase “guarda cosa so fare io...”
E prima, durante o dopo l’annuncio si propone in performance strabilianti.
Una volta è salito sul bracciolo del divano e si è buttato sul divano medesimo.
Coraggioso.
Una volta ha fatto un giro attorno a un palo, non mi ricordo se era una cartello stradale o una ringhiera.
Strabiliante
Una volta ha fatto a zoppino tutto il corridoio.
Fenomenale.
Una volta è salito da solo sull’altalena.
Eh beh.
Una volta si è toccato il naso con la lingua.
E io non ci riesco.
…to be continued
unreal tournament o tetris
Secondo Wired i compiti vengono meglio se si gioca a Tetris.
Rolf Nelson, professore di psicologia al Wheaton College di Norton (Massachusets ) sostiene che non tutti i videogiochi siano uguali e che il loro effetto sulla vita di tutti i giorni cambi a seconda del genere.
Per supportare questa teoria, Nelson ha condotto un esperimento: ha chiesto a due gruppi di persone di giocare ad altrettanti videogame, uno di strategia e l’ altro di azione, inframmezzando le partite con l’esecuzione di due attività, la prima incentrata sulla rapidità di reazione, la seconda sulla precisione e sull’accuratezza.
Chi si è cimentato con Portal, un puzzle game, si è rivelato molto più preciso e meno reattivo. Chi, invece, ha giocato a Unreal Tournament, un titolo tutto basato sull’azione, ha saputo affrontare più velocemente un compito che richiedeva grande reattività, ma ha commesso più errori. Traduzione: diversi generi, diversi effetti nella vita quotidiana. Nelson focalizza la sua analisi sugli studenti, i più grandi consumatori di videogame. “Se i ragazzi riprendono a fare i compiti – o un’altra attività – dopo una partita ad un action game, potrebbero essere portati a completare l’opera in fretta e furia, a costo di fare qualche errore. Se invece sono stati impegnati con uno strategy game, prenderanno più tempo, ma saranno anche meno approssimativi“.
Sinceramente per i nani non posso parlare, per ora. Allora parlo per me. Secondo me certi giochi sono comunque di un qualche utilità. Meglio defraggarsi su quakelive.com che prendere a pugni un collega. E allora?
Facciamoci dare tutti il permesso dalla mamma. Ci si vede online.
Helmuti Newtoni, crescono
Bravo Babbo Leo, l’idea m’è piaciuta. Ecco qui una selezione degli scatti del mio Duepuntozero. Un feticista del piede. Un’amico un giorno presentò una mostra fotografica dal titolo “Sotto l’orizzonte”, Duepuntozero dev’esser un apologeta.

Interno casa

Puntando in alto

Fratelli di scarpa

Father's Hand

Me and My Feet Going Around
helmut newton
Sabato scorso mi è venuto in mente di dare la macchina fotografica digitale in mano a unopuntozero. Ha accettato con entusiasmo. Si è diveritito molto. Ha faticato un pò a non coprire il flash con le dita. Questa la top 5.









