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Uomini che affrontano la paternità…

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Figli pezz’core però c’è un limite…

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Tratto da la nuova Ferrara:

I figli son sempre figli” per la Corte di Cassazione che ribadisce che i genitori devono provvedere al loro sostegno economico anche in età adulta se non sono in grado di mantenersi da soli. Il caso esaminato dalla Corte riguarda il mantenimento di una ragazza maggiorenne, laureata e anche sposata. I Supremi giudici hanno stabilito che questa figlia poco più che ventenne e disoccupata, nonostante il matrimonio, deve essere mantenuta anche perchè il marito, ancora studente, non è in grado di farlo.

La questione posta ai giudici riguarda un assegno di mantenimento a seguito di un divorzio di una coppia della provincia di Bologna. Il Tribunale di Ferrara, nel 2006, “aveva modificato le condizioni di separazione personale tra marito e moglie esonerando quest’ultimo dal mantenimento della figlia, ormai maggiorenne perchè autosufficiente”. Decreto confermato anche dalla corte d’Appello di Bologna secondo la quale “la figlia aveva conseguito un titolo di laurea spendibile nel mondo del lavoro e soprattutto aveva contratto matrimonio dimostrando perciò di aver raggiunto piena indipendenza economica”.

La ex moglie ha fatto ricorso in Cassazione e la Prima Sezione Civile, lo ha accolto. Più volte, infatti, la Cassazione ha ribadito come l’obbligo di mantenere i figli “non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età ma perdura, indipendentemente dall’età di costoro” fino al “completamento degli studi” e “all’avviamento degli stessi ad una professione” a meno che non si dimostri che il figlio per “inescusabile trascuratezza o per libera ma discutibile scelta, o per propria colpa non sia stato in grado di raggiungere l’indipendenza economica”.

In questo caso la figlia, non aveva creato una nuova famiglia, ma era tornata a studiare, per ottenere una seconda laurea, ed era rimasta a vivere dalla madre con tanto di giovane marito, sposato a Santo Domingo, prima, e poi in Italia.

C’è un limite a tutto. Non si tratta di essere padre o madre ma di buonsenso, di rispetto e dignità. Ma anche e soprattutto di leggi da rivedere.

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Written by Jago

gennaio 27th, 2011 at 12:37 am

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Bambini & Bugie

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pinocchioLe bugie dei bambini sono segno di intelligenza. In pratica una bugia indica un importante sviluppo cognitivo perchè per sostenerla (e in qualche caso giustificarla) serve un ragionamento, più o meno complesso. La notizia (fonte: yahoo.it) viene ripresa da un articolo della BBC che cita i principali risultati di uno studio condotto su 1200 bambini tra 2 e 17 anni (Kang Lee – Toronto University).

L’esperimento è stato condotto lasciando i bambini soli in una stanza e chiedendo loro di non voltarsi a guardare un giocattolo posto alle loro spalle, mentre una telecamera nascosta riprendeva il tutto. Subito dopo è stato chiesto ai piccoli partecipanti di dire se si erano voltati o meno e la loro versione è stata confrontata con il video registrato. Risultato: già da due anni qualcuno inizia a mentire e la percentuale di “pinocchi” aumenta al crescere dell’età fino ai 12 anni.

Può essere una consolazione? Direi di si. E fino ad oggi (3 e 5 anni) confesso che alcune scuse sono state veramente divertenti…

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Written by Jago

maggio 19th, 2010 at 10:26 am

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Bagni sporchi? “Li puliscono i bambini…”

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Ancora una volta il mondo della scuola è protagonista. Secondo questa notizia (ns fonte repubblica.it) il preside di una scuola elementare, non potendo rintracciare i colpevoli che hanno imbrattato i bagni in maniera inaccettabile, ha deciso di punire tutti i bambini dell’istituto.  Come? Obbligandoli a pulire i bagni. Tutti i bambini. Ovviamente le proteste dei genitori non si sono fatte attendere. In particolare un genitore ha scritto al Preside, al Provveditorato e al Sindaco e minaccia di fare ricorso al tribunale.

Immagino che tra i genitori che hanno ricevuto la comunicazione ci possano essere state reazioni diverse. Ancora non sono riuscito a “mettere a fuoco” la mia reazione: per prima cosa escludo che si tratti di una sporcizia tanto anomala da non poter essere affrontata da chi di dovere… e in tal senso se non potesse affrontarla chi è preparato (e pagato per farlo) come potrebbero farlo un gruppo di bambini di 6-10 anni? In questo senso, la mia immaginazione va al Preside, e contino ad immaginare, che con questo gesto avrà voluto richiamare l’attenzione delle famiglie ad educare i propri figli a tenere un comportamento corretto e civile a scuola, così come a casa. E in questo senso mi viene da pensare che il gesto sia più che altro simbolico – anche perchè supponiamo che ci siano almeno 5 classi (dalla prima alla quinta) di almeno 20 bambini l’una, il primo è letteralmente nella cacc… ma l’ultimo lo trova lindo! Ma ancora una volta la ragione mi riporta al messaggio educativo di questo intervento. Ma forse immagino troppo… ed allora cerco l’articolo originale, quello ripreso da Repubblica, direttamente da “Il Gazzettino” di Padova, con tanto di commenti sotto. Leggo e comincio a mettere a fuoco il mio pensiero. Nonostante la mia fervida immaginazione… se fosse capitato a me, come genitore, non avrei protestato. Forse inviterei  mio figlio a spiegare agli altri bambini come si usano i bagni! E se invece scoprissi che è stato lui a fare il danno?

Se a voi arrivasse una lettera del genere dalla scuola che reazione avreste?? I commenti sono benvenuti…

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Written by Jago

maggio 1st, 2010 at 11:40 pm

Pane e Acqua! IO NON CI STO (2)

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Della mensa che aveva lasciato a “Pane ed Acqua” alcuni alunni ne avevamo parlato qui, riprendendo la notizia di un benefattore che aveva saldato il debito denunciando con l’occasione il proprio dissenso in una lettera. Ma a questo benefattore se ne aggiunge un altro, direttamente dal Congo. La notizia, riportata dal Corriere, è quella di un padre comboniano che dal Congo ha inviato una somma sufficiente a sfamare un bambino per un anno a mensa. Ma anche lui ha affidato ad una lettera il proprio pensiero:

Caro “cittadino di Adro”, abbiamo letto qua in Africa, la tua lettera “Io non ci sto” e anche noi ci uniamo al tuo messaggio e al tuo gesto. Inviamo un contributo per pagare la mensa per un anno a uno dei tuoi-nostri bimbi…
A Muahnga e Bunyatenge, piccoli villaggi di foresta, ogni giorno diamo a tutti i ragazzi delle scuole (circa 900) una tazza di “masoso”, pappetta fatta mais-sorgo-soja senza zucchero: è capitato qualche volta che la casseruola si vuotasse troppo in fretta; subito i bimbi che avevano già ricevuto si sono mossi e hanno condiviso la loro tazza con gli altri.
Il contributo che mandiamo è null’altro che questo gesto, anche perché so che gli altri bimbi di Adro lo farebbero spontaneamente. Siamo sicuri che anche gli amici che ci hanno dato questi soldi come gesto di solidarietà e giustizia ne saranno fieri.

Continuo a riflettere…

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Written by Jago

aprile 23rd, 2010 at 4:38 pm

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Pane e Acqua ? IO NON CI STO!

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E’ di questo periodo la crescente polemica sui bambini di alcune mense scolastiche lasciati a pane e acqua perchè i genitori NON avevano pagato le rette. Sui giornali e media se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Personalmente, ho vissuto le notizie in maniera incredula, non credendoci fino in fondo, ma pensando “ai soliti giornalisti” che esagerano. Forse non volevo pensarci. Oggi ho cambiato idea.

Oggi sul sito de ilsole24ore è apparsa la notizia di un anonimo benefattore che ha saldato il debito di alcune famiglie e si è offerto per garantire la copertura fino alla fine dell’anno scolastico. In seguito a questo gesto ci sono state alcune famiglie, regolarmente paganti, che hanno manifestato CONTRO il benefattore. Più che il gesto del benefattore, mi ha colpito la sua lettera. Ritengo necessario, indispensabile portarla all’attenzione di quante più persone possibile.

Ecco la lettera. E mi trova d’accordo su tutto.

Ed ecco un altro contributo che mi è stato segnalato. Buone riflessioni.

Dall’Unità del 23 marzo 2010 – articolo di Concita De Gregorio:

Qualche volta mi è capitato di dimenticare le rette scolastiche. La mensa, soprattutto. Quando i figli sono tutti piccoli, bollettini diversi scadenze diverse: le portano a casa negli zaini dicono mamma tieni, uno appoggia distratto il pezzo di carta sulla mensola, poi magari non si trova più, si perde in mezzo ad altre carte. Si paga in ritardo, con la penale, senza decreti ovviamente, e finisce lì. La prossima volta si sta più attenti. Non si pensa mai – e questo dipende dal fatto, credo, che siamo cresciuti, la mia generazione è cresciuta in un Paese dove la scuola pubblica specie quella elementare era fantastica, la cura dei bambini un bene superiore condiviso – che le colpe dei padri possano ricadere sui figli. C’entrano anche certi insegnamenti primari, certo, tipo questo. Perciò non succede niente, se un padre dimentica di pagare una retta di certo la scuola farà in modo che il bambino non sia neppure sfiorato da un pensiero che non saprebbe concepire. Se – più grave, più triste – i genitori non possono, invece, pagarla, la scuola – il comune, l’ente pubblico, lo Stato – si fa carico della debolezza dei grandi e protegge i piccoli. È ovvio che quando i bambini si siedono a tavola, a mensa, devono avere nei piatti tutti la stessa pasta al sugo. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perché. Perciò ci saranno cose più gravi ma mi dispiace, non riesco a pensare ad altro che a quei nove bambini che lunedì si sono seduti ai piccoli tavoli spostando le piccole sedie, hanno aspettato che arrivasse come ogni giorno la signora con carrello e hanno visto la pasta nei piatti degli altri, il pane nel loro.Scuola elementare di Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza. Il comune (Lega, Pdl) aveva avvisato: questa la spiegazione. Sette bimbi stranieri, due italiani: pane e acqua. Riuscite a immaginarvi di avere sei anni, sedervi a tavola coi compagni, vedervi porgere un pezzo di pane, la pasta nei piatti degli altri e i loro sguardi su di voi? Sentire il compagno che chiede «perché tu mangi il pane», e non sapere cosa rispondere? Provate ad andare a ritroso negli anni, a mettervi in quelle scarpe e quei grembiuli: che cosa fareste? Piangereste, restereste in silenzio, mangereste il panino, dareste una spinta al compagno rovesciando il piatto? Ma che paese siamo diventati? Ma cosa ci è successo? Ma come è possibile che abbiamo smarrito persino l’istinto a tutelare l’innocenza, la cura dello sguardo di un bimbo, il suo valore? Cosa ci stiamo a fare, di cosa parliamo se non sappiamo sentire e insegnare questo? Da dove possiamo ripartire se non da qui? Il resto, tutto il resto, ne consegue. Mille posti in meno alla Fiat, altre mille famiglie che presto non potranno pagare le rette. Andate a cercare la notizia nei giornali, nei tg. Cercate bene, poi fateci sapere. A qualcuno interessa se da domani ci saranno mille posti di lavoro in meno? Non tocca mai a noi, non è vero? Sono storie di poveri, una minoranza. E se nostro figlio è compagno di banco e di classe dei nove a pane e acqua alla fine sarà meglio cambiargli scuola, che magari poi fa domande a cui non sappiamo rispondere. È così imbarazzante sentire i bambini che domandano perché. Diamogli la play station, così stanno zitti.

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Written by Jago

aprile 13th, 2010 at 3:50 pm

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PROGETTO CRESCERE PADRI

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Su segnalazione di un nostro lettore (babbobabbo anche lui!) ecco un’interessante segnalazione!

CEMP in collaborazione con BHU-M Milano Mamme presenta:
PROGETTO CRESCERE PADRI
Il regalo perfetto per il papà attento, curioso, consapevole del proprio ruolo genitoriale.
Tre incontri, condotti da formatori esperti, con un massimo di 15 padri, in orario serale, nell’arco di 15 giorni. Un quarto incontro, a distanza di un mese.
Padri che incontrano altri padri; che si scambiano esperienze, informazioni, desideri.
Padri che si confrontano su dubbi e preoccupazioni. Che discutono del proprio ruolo di padre, del rapporto con i propri figli, delle risorse che tutti i padri possiedono ma spesso non sanno di avere. Per costruire una “cassetta degli attrezzi” da utilizzare nella quotidianità.
Per capire meglio i nostri figli e noi stessi.
Regalati un Master, Regala un Master al padre dei tuoi figli.
Il corso verrà attivato per almeno 5 papà.

Informazioni, preiscrizioni e modalità di pagamento:
info@consultoriocemp.org
crescerepadri@gmail.com
tel 02 55188588
Il Cemp, associazione senza scopo di lucro, è un consultorio familiare privato, laico, storico: è nato nel 1966 e dal 1981 è autorizzato dalla Regione Lombardia.
Oltre ad offrire tutti i servizi medici e psico-sociali previsti dalla legge riguardante i consultori, il Cemp si è distinto per le sue attività innovative: primo consultorio anche per l’uomo e primo spazio adolescenti in Italia; servizio per non udenti; progetto Con_tatto; corsi di formazione, ricerche, pubblicazioni e convegni sui temi legati alla salute sessuale e riproduttiva.

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Written by Jago

marzo 31st, 2010 at 2:10 pm

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Il costo dei figli

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Secondo l’ultimo rapporto CISF (Centro Internazionale Studi Famiglia) presentato oggi alla stampa, “il costo mensile di mantenimento di un figlio per i soli beni indispensabili in termini assoluti per la classe di età 0-5 anni è infatti uguale a 317 euro e corrisponde a un costo di mantenimento di circa 3.800 euro annui. In media però, il costo di accrescimento di un figlio (che comprende il costo di mantenimento) è di 798 euro al mese. Le famiglie benestanti, poi, spendono per i figli circa l’83 per cento in più delle famiglie povere.” Fonte (repubblica.it). Dal confronto con altri paesi EU sulla percentuale di spesa sociale destinata (% PIL) al sostenimento delle famiglie emergono sostanziali differenze (1,1% Italia ; 2,5% Francia ; 3,2% Germania) . C’è un palese richiamo a politiche pubbliche e private orientate ai figli e l’articolo termina riportando la conclusione del Rapporto: “La popolazione italiana, quindi, conclude il rapporto Cisf, “sopravvive decentemente proprio perché rinuncia ad avere figli”.

Da domani il Rapporto sarà pubblicato anche su internet ed è disponibile in libreria.

Non ho mai fatto i conti precisi (asilo nido a parte che da solo costa un patrimonio!) ma prima o poi lo farò. Esperienze?

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marzo 23rd, 2010 at 1:25 pm

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E nonostante tutto abbiamo sciato…

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IMG_3270 (600 x 450)Ne avevamo già parlato qui, qui e qui cercando posti adatti ai bambini per il loro esordio sciistico. Posti comodi, non freddi insomma a misura di bambino. Ebbene dopo tanto peregrinare abbiamo scelto Livigno. Ecco alcune note utili per chi fosse interessato.

Premetto che l’obiettivo NON era di sciare soli adulti dalle 8:00 alle 17:30, mangiando un panino in seggiovia, e fermandosi a bere l’ultimo bombardino alle 17:00 nel rifugio più alto e lontano del comprensorio. Piuttosto trasmettere una passione, un divertimento e condividere un’attività sportiva tutti insieme. E questo risultato è stato ampilamente raggiunto. (Tanto che la dolce metà a fine settimana ha riconosciuto lo sci come l’unica attività sportiva che possiamo fare insieme!)

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Written by Jago

marzo 18th, 2010 at 5:08 pm

Sciare? SI ma dove?? ….

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OK! Passato il primo test sulla neve, (3 gg – di cui vorrei fare un resoconto) e visto l’ineguagliabile successo riscosso, la famiglia “Fantozzi” si propone di avventurarsi in una bellissima settimana bianca, ricordo di gioventù per i genitori, sogno incredibile per il quasi 5enne (“Una settimana senza scuola a sciare tutti i giorni!!! SIIIIIIIII!!!”).Decisa la compagine, decisa la data, si tratta di decidere il posto. E qui viene il problema.

Punti fermi:

  1. Hotel, decoroso ma non da zio Paperone, mezza pensione (HB);
  2. Vicino anzi direttamente sulle piste, necessario un tapis roulant;
  3. Attività ludico ricreative nei dintorni (paesino di montagna, terme, pattinaggio sul ghiaccio …). Punto ovviamente richiesto dalle signore.

Riconosco che ci sono tanti posti che soddisfano i punti sopracitati, specialmente 1 e 3. Per il punto 2 ecco … perchè le mappe delle piste e impianti NON riportano i tapis roulant???  Spesso è indicato un parco giochi, un kindergarten o parchi a tema con attrezzature più o meno complesse (dai castelli gonfiabili, all’asilo vero e proprio). Ma è imposibile capire se c’è un tapis roulant.

Perchè tutta questa importanza al tapis roulant? Conoscendo il mio nano, avendo visto com’è andata la prima esperienza sulla neve (nb: 1/2 giornata di sci) credo che sia importante un approccio soft. Il pupo non è uno che si butta, è timoroso, ha paura di cadere, la neve è fredda …  però, si è divertito e si è divertito perchè gli riusciva.

Si accettano consigli e proposte …

Queste le prove del successo :

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Written by Jago

gennaio 9th, 2010 at 8:06 pm

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Iphone e videogiochi per bambini

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Zoo manager è un gioco dedicato ai più piccoli in cui è necessario dare ad ogni animale il giusto alimento. A prima vista sembra divertente e facile. Ovviamente disponibile su Itunes Store. Peccato che stia cercando di distogliere il nano (4 anni) dal mio melafonino… (fonte: iphoneitalia ; articolo originale)

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Written by Jago

novembre 23rd, 2009 at 4:43 pm

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