se proprio siete in crisi…
SIETE RINCOGLIONITI DI RECENTE? Oppure più semplicemente siete invecchiati e il vostro amore per la tecnologia è invece aumentato a dismisura facendovi credere che essa, la tecnologia, possa fare meglio della natura, in questo caso impersonata da voi stessi medesimi.

la schermata di CryTranslator
O forse ancora siete diventati genitori di recente? Allora vi do una notizia in anteprima assoluta. Il vostro neonato comunicherà con voi attraverso i suoi pianti. I bambini piangono. Fatevene una ragione. Lo hanno accettato tutti prima di voi. Tendenzialmente almeno per un anno, un anno e mezzo piangono e basta. Per chi non lo sapesse ci sono pianti diversi, ma ormai dovreste saperlo. E anche cominciare a comprenderne la differenza. Anche a Grey’s Anatomy lo hanno fatto vedere. Se, tuttavia, nonostante il vostro DNA non riusciste a capirlo, allora per voi, ora c’è l’iPhone (o iPod Touch) e l’applicazione Cry Translator.
Grazie a questo software sarete in grado di capire cosa vuole il vostro bebè. Il programma include cinque aree principali: fame, noia, sonno, pannolino sporco e voglia di giocare. Per usarlo basta registrare il pianto del piccolo premendo su start. Dopo una decina di secondi una delle cinque icone si illuminerà.
Il software è stato testato in una clinica pediatrica in Spagna e nel 96% dei casi ha dato risultati esatti. Cry Traslator è nell’App Store con un peso di 200 KB e un prezzo di 7,99 €. (fonte)
In bocca al lupo.
ps
Se ne facessero uno per tradurre cosa intendono dire le donne, fate un fischio.
grisù
Di quello che dicevo io ovviamente non me ne ricordo, e nemmeno i miei mi hanno mai raccontato di mie annunci particolari.
Mi sono però spesso chiesto come erano nate queste leggende metropoli su pompieri e astronatui. Sono quindi rimasto sorpreso quando mentre io apparecchiavo e lamamma spignattava, dal divano di casa tra un cartùn e l’altro, unopuntozero ha annunciato: “quando sono grande divento un pompiere” poi avendoci forse visti un pò basiti per rassicurarci ha aggiunto “ma non ora, dopo, quando sono grande”.
Ovviamente ci siamo complimentati con lui per la scelta.Bravo, generoso, coraggioso, ….
Poi vedo questo su Repubblica e mi spiego tutto, altro che Grisù…lui sì che vede lungo
artista di strada
Ne vado piuttosto orgoglioso, sia dell’idea che della realizzazione.
Le maestre della scuola ne hanno fatti fare uno ad ogni bambino e li hanno appiccicati sul muro dove passano tutti i giorni per andare dalla scuola alla palestra. Una vera gincana tra le cacche. Chissà che ora i padroni non ci pensino prima di lasciar per terra le cacche dei loro cani.
Ben fatto Unopuntozero !
Highlander
Il primo a partire è stato unopuntozero, è salito diligentemente sulla macchina dei nonni lontani e chissevistosevvisto. Ciò accadeva domenica scorsa. Da quel momento rare e brevissime telefonate. Tradunt stia bene.
La seconda è stata lamamma. Ieri a mezzogiorno ha preso il suo dell’aereo per 4 giorni a Barcellona con le amiche.
Siamo rimasti duepuntozero ed io.
Sono pressoché certo che riuscirà a farmi capire che vuole andare dai nonni vicini.
Resterò solo?
Prime parole
Come da manuale pediatrico la prima parola di duenpuntozero è stata MAMMA.
La seconda per fare pubblicità a questo blog e per la gioia di chi scrive è stata BABBO.
Poi, visto che duepuntozero è ancora piu fiorentino di unopuntozero. la terza è stata NO.
Ricordo per gli amanti della storia che quando nella rivalità tra Guelfi e Ghibellini furono i primi ad averla vinta, i fiorentini pur di avere qualcuno con cui litigare e discutere subito si divisero in Guelfi Bianchi e in Guelfi Neri.(cfr wikipedia)
Ecco, secondo me il gusto fiorentino della polemica si vede da subito.
Alla corte di Bandini
Vi ho già detto che un giorno i miei PuntiZeri verranno su queste pagine e leggeranno che pensava e che scriveva il loro Babbobabbo ai bei tempi della loro fanciullezza, no? Read the rest of this entry »
Sciare? SI ma dove?? ….
OK! Passato il primo test sulla neve, (3 gg – di cui vorrei fare un resoconto) e visto l’ineguagliabile successo riscosso, la famiglia “Fantozzi” si propone di avventurarsi in una bellissima settimana bianca, ricordo di gioventù per i genitori, sogno incredibile per il quasi 5enne (”Una settimana senza scuola a sciare tutti i giorni!!! SIIIIIIIII!!!”).Decisa la compagine, decisa la data, si tratta di decidere il posto. E qui viene il problema.
Punti fermi:
- Hotel, decoroso ma non da zio Paperone, mezza pensione (HB);
- Vicino anzi direttamente sulle piste, necessario un tapis roulant;
- Attività ludico ricreative nei dintorni (paesino di montagna, terme, pattinaggio sul ghiaccio …). Punto ovviamente richiesto dalle signore.
Riconosco che ci sono tanti posti che soddisfano i punti sopracitati, specialmente 1 e 3. Per il punto 2 ecco … perchè le mappe delle piste e impianti NON riportano i tapis roulant??? Spesso è indicato un parco giochi, un kindergarten o parchi a tema con attrezzature più o meno complesse (dai castelli gonfiabili, all’asilo vero e proprio). Ma è imposibile capire se c’è un tapis roulant.
Perchè tutta questa importanza al tapis roulant? Conoscendo il mio nano, avendo visto com’è andata la prima esperienza sulla neve (nb: 1/2 giornata di sci) credo che sia importante un approccio soft. Il pupo non è uno che si butta, è timoroso, ha paura di cadere, la neve è fredda … però, si è divertito e si è divertito perchè gli riusciva.
Si accettano consigli e proposte …
Queste le prove del successo :
Filastrocche in cielo e in terra
Un bellissimo regalo nella calza della Befana di “A Day in the life“, il blog di Francesco Locane. E pensare che Leonardo aveva gia’ ricevuto il libro di carta per i suoi primi sei mesi…
Se fosse vivo, in questo 2010 appena iniziato Gianni Rodari avrebbe compiuto 90 anni. Mi sembra strano non avere mai parlato di Rodari in questo blog, che pur spesso si occupa delle (ed è occupato dalle) mie parole: a lui, infatti, è strettamente legato al mio amore per i libri, la lettura e la scrittura, ma non solo. Grazie alle letture di Rodari sono, nel bene e nel male, quello che sono oggi. Come molti, anche io sono stato educato da Gianni Rodari, nonostante sia scomparso quando io non avevo neanche due anni. Ho molti dei suoi libri, che mi sono fatto leggere e rileggere, prima, e che poi ho consumato da solo.
Ma non si tratta solo dei libri. A metà degli anni ‘70, infatti, Antonio Virgilio Savona iniziò a lavorare su Filastrocche in cielo e in terra, uno dei libri più famosi di Rodari, uscito nel 1960. Voleva musicarlo, e farne un disco per la sua etichetta “I Dischi dello Zodiaco” (che, per dire, pubblicava all’epoca i dischi degli Inti Illimani). Per questo si fece aiutare, reclutandola come cantante, da sua moglie, Lucia Mannucci. I due erano… metà del Quartetto Cetra, nientepocodimenoché.
Il disco è uscito nel 1976: qualche anno dopo io ne ho avuto la cassetta, che ho ascoltato centinaia di volte, per fortuna senza consumarla. Perché qualche giorno fa l’ho riversata in digitale e ve la regalo, in comodo archivio contentente file mp3 taggati e con tanto di copertine (scansionate dalla cassetta originale). Pare che in rete non ve ne sia traccia, e la cosa mi rende decisamente orgoglioso, perché… Be’, perché. Perché le parole di Rodari sono quanto di più alto la nostra letteratura abbia mai espresso, e le musiche di Savona funzionano al punto tale che pare che le Filastrocche, in realtà, fossero testi di canzoni. Perché se avete dei bambini piccoli li farete felici (e, quando gli fate ascoltare la cassetta, pardon, il cd, direte loro che è un cd di ADayintheLife (cit.)). Perché se siete stati piccoli e avete amato Rodari, non riuscirete a smettere di ridere e di piangere. Perché è bene iniziare l’anno con qualcosa di bello e puro come queste Filastrocche in cielo e in terra.
Per una volta, fidatevi e scaricate, quindi diffondete e, soprattutto, fatemi sapere. Sarà bello ritrovarsi a canticchiare, sparsi in luoghi e tempi diversi.
Buon anno a tutti, di cuore.
anni fa…
ciao nonna
Di chi non c’è più si mantengono i ricordi. E io da nipote ricordo,
- le melanzane sottolio o sottaceto fatte sempre nella stessa ciotola rotonda, piccola, con i fiori verdi fuori
- la settimana enigmistica e anche tutti i tentativi di imitazione
- il costume intero nero, almeno finché andavi al mare
- il filtro della sigaretta macchiata di rossetto
- la mancia per andare a comprare le MS da Celestino
- la tovaglia fina fina con i disegni tipo floreali
- “non ti dondolare sulla sedia”
- che mi chiamavi Giuliano (come tuo figlio, mio babbo) e non Mauro
- i vestiti tutti interi e lunghi
- il telefono grigio a disco e la rubrica tutta consumata accanto
- il fagiolini in umido col pomodoro
- la pasta con la bottarga
- la sogliolina al piatto pescata e portata dal nonno
- la TV accesa fissa in cucina
- il grattaformaggio elettrico
- la borsa nera con i tre o quattro paia di occhiali che venivano regolarmente persi qua e là
- il risotto con le femminelle
- tutte le partire dei Mondiali dell’82 sul Telefunken a colori, Italia-Brasile 3-2 su tutte
- giocare a nascondino nell’armadio a muro, quello dove c’era e c’è ancora il baule bordò
- ….
Ciao nonna




