Domande difficili – Attualità
Sì ok, non dovrei vedere Blob quando ci sono i bambini… me le vado a cercare e le trovo… Read the rest of this entry »
Dieci consigli utili per genitori che intendono allevare gigli deficienti, debosciati e asociali
Ecco i dieci consigli utili per figli deficienti, debosciati e asociali:
- Fin dall’infanzia accontentatelo in tutto ciò che chiede così, alla prima rinuncia, gli verranno le convulsioni.
- Non insistete con la formazione morale: onestà, solidarietà, laboriosità, mansuetudine, sono caratteristiche per persone deboli.
- Raccogliete e riordinate voi ciò che lascia in giro, crescerà pensando che le responsabilità siano solo degli altri.
- Litigate spesso e violentemente davanti a lui, anche per cose futili, crescerà con l’idea che il matrimonio sia cosa da evitare con cura.
- Difendetelo ovunque e sempre rendendogli chiaro il concetto che sono gli altri (compagni di scuola, insegnanti, amici eccetera) a non “capirlo”. Cercate di fargli ben comprendere che a scuola si deve studiare soltanto per non essere rimandati.
- Dategli pure tutto il denaro che chiede; quando si accorgerà, in futuro, che per averlo bisogna lavorare, rimarrà di stucco.
- Non rimproveratelo mai per le sue malefatte, potrebbe ricavarne sensi di colpa; così, da adulto, trovando una contravvenzione sulla sua auto in palese divieto di sosta, penserà di essere perseguitato.
- Lasciategli infastidire gli animali, vessare i compagni più deboli, deridere gli anziani e danneggiare la roba altrui riprendendo tutto con l’apposito cellulare; crederà fortemente in Dio, poiché penserà che Dio e lui sono la stessa persona.
- Fategli guardare la televisione quanto vuole, senza limiti; crescerà pensando che la vita, le persone, le cose e gli eventi possono essere regolati col suo telecomando.
- Non fategli praticare attività motorie e sportive, intanto perché suda e ci si può far male; poi, imparare a stare insieme agli altri, imparare a saper vincere, a saper perdere a saper combattere, a sapersi sacrificare è prerogativa delle persone insicure. Meglio fare lo sportivo col “sedere”: seduto in tribuna!
Giovanni Notarnicola, psicologo, psicoterapeuta e docente di riabilitazione motoria all’Università di Firenze, è l’autore di «Dieci consigli utili per genitori che intendono allevare gigli deficienti, debosciati e asociali»
Questa è la mia fonte
Nuove discipline olimpiche
se proprio siete in crisi…
SIETE RINCOGLIONITI DI RECENTE? Oppure più semplicemente siete invecchiati e il vostro amore per la tecnologia è invece aumentato a dismisura facendovi credere che essa, la tecnologia, possa fare meglio della natura, in questo caso impersonata da voi stessi medesimi.

la schermata di CryTranslator
O forse ancora siete diventati genitori di recente? Allora vi do una notizia in anteprima assoluta. Il vostro neonato comunicherà con voi attraverso i suoi pianti. I bambini piangono. Fatevene una ragione. Lo hanno accettato tutti prima di voi. Tendenzialmente almeno per un anno, un anno e mezzo piangono e basta. Per chi non lo sapesse ci sono pianti diversi, ma ormai dovreste saperlo. E anche cominciare a comprenderne la differenza. Anche a Grey’s Anatomy lo hanno fatto vedere. Se, tuttavia, nonostante il vostro DNA non riusciste a capirlo, allora per voi, ora c’è l’iPhone (o iPod Touch) e l’applicazione Cry Translator.
Grazie a questo software sarete in grado di capire cosa vuole il vostro bebè. Il programma include cinque aree principali: fame, noia, sonno, pannolino sporco e voglia di giocare. Per usarlo basta registrare il pianto del piccolo premendo su start. Dopo una decina di secondi una delle cinque icone si illuminerà.
Il software è stato testato in una clinica pediatrica in Spagna e nel 96% dei casi ha dato risultati esatti. Cry Traslator è nell’App Store con un peso di 200 KB e un prezzo di 7,99 €. (fonte)
In bocca al lupo.
ps
Se ne facessero uno per tradurre cosa intendono dire le donne, fate un fischio.
grisù
Di quello che dicevo io ovviamente non me ne ricordo, e nemmeno i miei mi hanno mai raccontato di mie annunci particolari.
Mi sono però spesso chiesto come erano nate queste leggende metropoli su pompieri e astronatui. Sono quindi rimasto sorpreso quando mentre io apparecchiavo e lamamma spignattava, dal divano di casa tra un cartùn e l’altro, unopuntozero ha annunciato: “quando sono grande divento un pompiere” poi avendoci forse visti un pò basiti per rassicurarci ha aggiunto “ma non ora, dopo, quando sono grande”.
Ovviamente ci siamo complimentati con lui per la scelta.Bravo, generoso, coraggioso, ….
Poi vedo questo su Repubblica e mi spiego tutto, altro che Grisù…lui sì che vede lungo
artista di strada
Ne vado piuttosto orgoglioso, sia dell’idea che della realizzazione.
Le maestre della scuola ne hanno fatti fare uno ad ogni bambino e li hanno appiccicati sul muro dove passano tutti i giorni per andare dalla scuola alla palestra. Una vera gincana tra le cacche. Chissà che ora i padroni non ci pensino prima di lasciar per terra le cacche dei loro cani.
Ben fatto Unopuntozero !
Highlander
Il primo a partire è stato unopuntozero, è salito diligentemente sulla macchina dei nonni lontani e chissevistosevvisto. Ciò accadeva domenica scorsa. Da quel momento rare e brevissime telefonate. Tradunt stia bene.
La seconda è stata lamamma. Ieri a mezzogiorno ha preso il suo dell’aereo per 4 giorni a Barcellona con le amiche.
Siamo rimasti duepuntozero ed io.
Sono pressoché certo che riuscirà a farmi capire che vuole andare dai nonni vicini.
Resterò solo?
Prime parole
Come da manuale pediatrico la prima parola di duenpuntozero è stata MAMMA.
La seconda per fare pubblicità a questo blog e per la gioia di chi scrive è stata BABBO.
Poi, visto che duepuntozero è ancora piu fiorentino di unopuntozero. la terza è stata NO.
Ricordo per gli amanti della storia che quando nella rivalità tra Guelfi e Ghibellini furono i primi ad averla vinta, i fiorentini pur di avere qualcuno con cui litigare e discutere subito si divisero in Guelfi Bianchi e in Guelfi Neri.(cfr wikipedia)
Ecco, secondo me il gusto fiorentino della polemica si vede da subito.
Alla corte di Bandini
Vi ho già detto che un giorno i miei PuntiZeri verranno su queste pagine e leggeranno che pensava e che scriveva il loro Babbobabbo ai bei tempi della loro fanciullezza, no? Read the rest of this entry »
Sciare? SI ma dove?? ….
OK! Passato il primo test sulla neve, (3 gg – di cui vorrei fare un resoconto) e visto l’ineguagliabile successo riscosso, la famiglia “Fantozzi” si propone di avventurarsi in una bellissima settimana bianca, ricordo di gioventù per i genitori, sogno incredibile per il quasi 5enne (”Una settimana senza scuola a sciare tutti i giorni!!! SIIIIIIIII!!!”).Decisa la compagine, decisa la data, si tratta di decidere il posto. E qui viene il problema.
Punti fermi:
- Hotel, decoroso ma non da zio Paperone, mezza pensione (HB);
- Vicino anzi direttamente sulle piste, necessario un tapis roulant;
- Attività ludico ricreative nei dintorni (paesino di montagna, terme, pattinaggio sul ghiaccio …). Punto ovviamente richiesto dalle signore.
Riconosco che ci sono tanti posti che soddisfano i punti sopracitati, specialmente 1 e 3. Per il punto 2 ecco … perchè le mappe delle piste e impianti NON riportano i tapis roulant??? Spesso è indicato un parco giochi, un kindergarten o parchi a tema con attrezzature più o meno complesse (dai castelli gonfiabili, all’asilo vero e proprio). Ma è imposibile capire se c’è un tapis roulant.
Perchè tutta questa importanza al tapis roulant? Conoscendo il mio nano, avendo visto com’è andata la prima esperienza sulla neve (nb: 1/2 giornata di sci) credo che sia importante un approccio soft. Il pupo non è uno che si butta, è timoroso, ha paura di cadere, la neve è fredda … però, si è divertito e si è divertito perchè gli riusciva.
Si accettano consigli e proposte …
Queste le prove del successo :



