50 cose da fare prima dei 12 anni, quale manca?
su Il Post hanno pubblicato una lista del National Trust inglese che riporto di seguito.
1. Arrampicarsi su un albero
2. Rotolare giù da una grande collina
3. Accamparsi all’aperto
4. Costruire un rifugio
5. Far rimbalzare i sassi sull’acqua
6. Correre sotto la pioggia
7. Far volare un aquilone
8. Pescare con il retino
9. Mangiare una mela appena colta dall’albero
10. Giocare a conker, un gioco tradizionale inglese in cui un partecipante munito di una castagna attaccata a uno spago cerca di staccare dal filo o far cadere la castagna dell’avversario
11. Lanciare palle di neve
12. Partecipare a una caccia al tesoro sulla spiaggia
13. Fare una torta di fango
14. Costruire una diga su un ruscello
15. Andare sullo slittino
16. Seppellire qualcuno sotto la sabbia
17. Organizzare una gara di lumache
18. Stare in equilibrio su un albero caduto
19. Dondolarsi da una corda
20. Giocare a scivolare nel fango
21. Mangiare more raccolte dai rovi
22. Guardare dentro un albero
23. Esplorare un’isola
24. Correre a braccia aperte facendo l’aeroplano
25. Fischiare usando un filo d’erba
26. Andare in cerca di fossili e ossa
27. Guardare l’alba
28. Scalare un’enorme collina
29. Visitare una cascata
30. Dar da mangiare a un uccello dalla mano
31. Andare a caccia di insetti
32. Cercare uova di rana
33. Catturare una farfalla con il retino
34. Inseguire animali selvatici
35. Scoprire cosa c’è in uno stagno
36. Richiamare un gufo imitando il suo verso
37. Osservare le strane creature tra le rocce di un lago
38. Allevare una farfalla
39. Dare la caccia a un granchio
40. Fare una passeggiata nel bosco di notte
41. Piantare qualcosa, coltivarla e mangiarla
42. Nuotare in mare, in un fiume, insomma, non in piscina
43. Fare rafting
44. Accendere un fuoco senza fiammiferi
45. Trovare la strada servendosi solo di mappa e bussola
46. Arrampicarsi sui massi
47. Cucinare in campeggio
48. Fare discesa in corda doppia
49. Giocare a geocaching, una Caccia al tesoro con il GPS
50. Andare in canoa su un fiume
Secondo voi quale manca?
Sbucciarsi un ginocchio?
avere una cicatrice di qualche tipo?
staccare la coda a una lucertola?
finire in punizione per una settimana?
avere un amico immaginario?
È davvero necessario il computer a scuola?
Clifford Stoll, pioniere di internet definito da Bill Gates “l’avvocato del diavolo”, scrive: “L’educazione è una cosa assai più seria dell’alfabetizzazione informatica”
La Repubblica – D n. 783 del 17 Marzo 2012 – Risponde Umberto Galimberti
Le scrivo in merito al suo libro I miti del nostro tempo, che ho letto mentre scrivevo la mia tesi di laurea magistrale e ho ripreso oggi che mi trovo a scrivere la tesi di dottorato alla Sydney University. Se mi è permesso vorrei condividere con lei alcune riflessioni sorte dopo aver letto il paragrafo su “Gli effetti negativi dell’informatica nella scuola”. Lei è davvero convinto che l’introduzione di internet nelle aule scolastiche non sia una buona idea? Il mercato del lavoro oggi richiede una conoscenza di queste attrezzature e la scuola non lo può ignorare. La rete informatica oggi costituisce una nuova forma di semiosi che va insegnata e va imparata! Dobbiamo farci carico delle trasformazioni subite dalla società e monitorarle per fare in modo che progrediscano ma non degenerino. Più che la televisione, internet è un mezzo democratico. Tutti guardiamo la televisione, ma senza interagire. È un processo passivo. Con internet invece siamo tutti in gioco. Tutti possiamo esprimere le nostre idee, condividerle fino a raggiungere mete distanti. L’unico problema che vedo è non tanto l’introduzione della rete nelle scuole, quanto il suo insegnamento. Come giustamente fa notare lei, spesso gli studenti che arrivano al livello terziario (me inclusa) non sono in grado di consegnare una tesina che non sia piena di disastri sintattici e spesso anche ortografici. Oltre al tema di italiano (4 in 9 mesi), in quale altra occasione ci è data l’opportunità di esprimerci sulla carta? E allora, tornando al punto, se questa classe di docenti non ci ha saputo insegnare a scrivere, sarà in grado di insegnare ai nativi-digitali a usare internet? Valentina Seffer
Non ho nulla contro internet e in generale contro l’informatica. Figuriamoci. Sarebbe come se uno, ai tempi di Gutenberg, se la fosse presa con la stampa. Quel che mi chiedo è se l’insegnamento dell’informatica è compatibile con gli obiettivi che la scuola dovrebbe proporsi, e che, a mio parere, sono nell’ordine: la formazione, il senso critico e la capacità di ricerca.
La formazione della personalità, che dovrebbe essere lo scopo primario della scuola primaria e secondaria, non passa attraverso l’informatica. Il senso critico, che significa capacità di giudizio, non è alimentato dalla profusione di dati che internet fornisce, se poi chi li raccoglie non è in grado di operare una sintesi. La capacità di ricerca presuppone l’acquisizione di opportune metodologie che internet non fornisce e che possono solo essere insegnate.
Le trasformazioni che la società incontra per effetto dello sviluppo tecnologico non modificano in alcun modo questi fondamentali compiti della scuola. Altrimenti dovremmo dire, ad esempio, che, con l’introduzione e la diffusione dell’automobile, la scuola avrebbe dovuto insegnare come guidarla. Per questo ci sono le scuole guida e nulla impedisce che, fuori dalla scuola, si frequentino corsi di informatica.
Clifford Stoll, che dal 1975 ha contribuito a far diventare la rete un fenomeno mondiale, trent’anni dopo, a proposito dell’informatizzazione della scuola scrive: “Un computer non può sostituire un buon insegnante. Cinquanta minuti di lezione non possono venire liofilizzati in quindici minuti multimediali. Grazie all’elettronica digitale, gli studenti sfornano risposte senza elaborare concetti: la soluzione di problemi diventa la pressione di tasti. Fisici, chimici, biologi professionisti usano certamente i computer, ma non hanno acquisito le loro competenze grazie a un qualche software”.
La scuola ha altri e ben più importanti obiettivi che, stante la scarsità delle ore di insegnamento rispetto al patrimonio culturale da acquisire per la formazione personale, non possono essere sacrificati per una competenza tecnica che si può apprendere anche in orari extrascolastici.
Del resto gli studenti di oggi vengono a scuola con una competenza informatica già acquisita, talvolta superiore a quella dei loro insegnanti, a cui è forse miglio chiedere di incentivare nei loro studenti, la capacità di giudizio e i metodi di ricerca, la capacità di non confondere il reale col virtuale (sessualità compresa), e infine, come lei stessa opportunamente constata, una capacità di espressione e di scrittura oggi davvero carente sia nelle scuole secondarie che nell’università.
non li freghi
Piuttosto sono loro a fregarti.

"quelli col mulino"
Allora unopuntoezero e duepuntozero la mattina fanno colazione con i biscotti. E fin qui.
Fanno colazione con i Biscotti del Mulino Bianco, e fin qui.
Fanno colazione solo con i biscotti del Mulino Bianco.
Fanno colazione solo ed esclusivamente con il rispettivo tipo di biscotti del Mulino Bianco.
In particolare unopuntozero con le Macine (”quelli con il buco”) e duepuntozero con i Tarallucci (”quelli con il Mulino”)
Nessun problema, direte voi, io invece dico di si. Read the rest of this entry »
funziona
zitti zitti il sistema citato pochi post sotto ha funzionato.
O meglio, siccome mi faceva fatica smontare i pedali, anzi a dirla proprio tutta tutta non avevo la chiave giusta, abbiamo optato per un più prosaico “tieni le gambe allargate”. Tanto per essere precisi non avevamo nemmeno la leggera discesa ma un più semplice spiazzo. Ma tutto è bene quel che finisce bene. Read the rest of this entry »
tra le pieghe
Anche se non sembra prima o poi l’inverno arriverà. E allora che cosa faremo con i nostri figlioli nelle lunghe serate invernali? Si va bene la wii o la playstation ma se volessimo anche provare a stimolare manualità e divertimento a me pare che gli Origami potrebbero essere interessanti.
Per un compleanno (5 anni) ho recentemente regalato un libro con annesso pacchetto di carta quadrata da Origami. Successone.
Me lo aspettavo perchè girando in libreria mi ero preso un libro di origami ma dedicato solo agli aerei. Anche qui è impressionante come con un poco di stimolazione si riesca a migliorare anche la manualità dei genitori. Io ho sempre fatto aereoplanini di carta ma mi sono reso conto che più o meno facevo sempre lo stesso aereo. Ovvero le varianti erano minime. Invece basta sfogliare qualche pagina del libro, ingrullire sui disegni e sulle pieghe per un pò di minuti e già si possono applicare varianti innovative a progetti vecchi e ormai sclerotizzati.
Ora ne parla anche Wired e ci mette un video e un pdf con istruzioni per un aereo davvero complesso.
Credetemi, basta molto meno per conquistare l’attenzione e il cuore dei vostri figlioli per un paio d’ore.
l’Ohio
e noi ci s’era già pensato a questa cosa visto che questa estate s’è fatto un bel giro nel New England con i puntozero’s.
Non sarà noioso come l’Ohio ma a noi è piaciuto parecchio. Avevamo principalmente timore del viaggio in aereo ma tra iphone, film e giochi in scatola forniti dalla Lufthansa (hostess generose nel viaggio di andata e tirchie in quello di ritorno) l’abbiamo smarcato senza affanni.
pro
- animali avvistati: aquile, balene, delfini, scoiattoli, alce, foche, …
- astice, se ne può mangiare fino alla nausea, un astice a cena viene via con 17$
- la natura a-palla, boschi, camminate, laghi, laghetti, canoe, bagni
- i parchi, Acadia National Park su tutti ma ce ne sono di vario taglio e utilizzo
- l’euro forte e il dollaro debole (Apple store convenientissimo)
- Bistecche come non ne ne mangiate spesso (bistecca alta tre dita con una montagna di patatine fritte attorno)
- Boston me la ricordavo peggio
- le spiagge oceniche con una marea molto evidente
- le spiagge oceaniche da cui ti puoi buttare in acqua di testa stando con i piedi sulla sabbia asciutta
- ….
contro
- viaggio lungo
- viaggio lungo e costoso
- non si può fare tutto quello che si vorrebbe fare (per i grandi)
- non si può fare tutto quello che vorrebbero fare i piccoli
- agosto è il periodo più caro per girare
- il New England è più caro della West Coast
- ….
Primo soccorso
basta distrarsi un attimo
pedalando senza fretta
Da un pò mi sono riappassionato alle bici, mtb per la precisione.
Poi si aggiunge che i puntozero dovrebbero prima o poi imparare ad andare senza ruotine, anche perchè ciò agevolerebbe molto le operazioni del mattino. Ora ci mettiamo 20 minuti a piedi ad andare alla materna, e siamo spesso in ritardo.
Insomma, le bici piccole ora hanno le ruotine e non è facile toglierle. Si consideri che la bici piccola su cui unopuntozero potrebbe imparare è diventata di proprietà del piccolo, mentre la bici del grande è effettivamente molto pesante e troppo alta per fargli toccar terra comodamente.
Tra l’altro la bici grande ha sospensioni anteriori e posteriori ( ??!!) e un telaio che impediva al tubo reggisella di scendere in basso. Insomma non è buona per imparare per lui, alto 112cm.
Nel mentre che trovo una bici adatta ho cercato un pò su internet e ho trovato qui una idea banale ma valida, usare una bici normale, senza ruotine a cui però sono stati tolti i pedali. Alla pagina linkata trovate le istruzioni in inglese e il video
Poi sempre girando qua e là ho trovato questo video favoloso che mi ha dato una forte ispirazione sulle possibilità dei nostri figlioli. Sono molto più bravi di noi, no?
perchè
Da due giorni non penso ad altro. Ogni volta che ci penso mi viene il groppo in gola.
Da due giorni se leggo due righe su quello che è successo mi scendono le lacrime.
Un bambino di 5 anni è annegato sulla spiaggia dell’Argentario davanti agli occhi del padre.
Vittorio calussi era arrivato a Orbetello per trascorrere il fine settimana dagli zii materni. La mamma era rimasta a casa, a Firenze, e lui domenica scorsa, con la sorellina Laetizia di due anni più grande e il padre, si era avviato sulla spiaggia della Feniglia. Una giornata di mare insiema ad altre miglaia di bagnanti che avevano invaso la zona. «Mettiti la mascherina da sub, dai andiamo…»: erano passate da poco le 15 quando Laetizia e Vittorio si sono tuffati in acqua.
Il Tirreno era percosso da un libeccio vigliacco ma la riva era lì, a due passi, e poi c’era il padre a osservarli dall’arenile. La distrazione di un attimo? Chissà. «Dov’è Vittorio?», ha gridato a un certo punto Cristiano Calussi vedendo Laetizia uscire dall’acqua da sola: «Deve essere là, sta nuotando…». «Dov’è Vittorio?», ha insistito, con il presentimento delle cose brutte che solo i genitori possiedono. Poi lo ha visto. Era a pochi metri da loro, a pelo d’acqua, la faccia rivolta verso il fondo e la mascherina da piccolo sub indosso, come chi fa snorkeling. «Vittorio!», ha gridato più forte il padre lanciandosi in mare. Solo che Vittorio, i polmoni già gonfi d’acqua, non poteva più sentirlo. Forse un’onda lo ha rovesciato e lui ha bevuto, perdendo i sensi; forse una congestione. Ma adesso, con la vita che se n’è andata, a che serve saperlo con esattezza?
Ecco, ci penso continuamente.
perchè quella è la spiaggia dove sono cresciuto io
perchè è la spiaggia dove stanno crescendo i miei figli
perchè al grande ora piace proprio stare nell’acqua con maschera e boccaglio a guardare quello che c’è sotto
perchè se arriva un onda un filo alta gli si riempie il boccaglio d’acqua e magari beve
perchè domenica eravamo a poche centinaia di metri di distanza
perchè io qualche volta mi distraggo
perchè ho visto passare le jeep della Forestale e ho visto l’elicottero del 118 calare un operatore
perchè ho pensato che era qualcosa di grave
perchè quando sono andato a riprendere le bici e alla vista del carro funebre mi hanno detto che era un bambino ho solo potuto guardare i miei
perchè?
«Perché se no — disse tempo fa una bimba ricoverata al Meyer di Firenze — nell’Aldilà ci sarebbero solo i nonni e le nonne».
I bambini a volte spiazzano.
Proprio come il dolore.(fonte)


